OPERE |
|
|
Domenico La Rocca
Sotto il segno del Toro
Calabria Letteraria
Editrice |
Si ferma
il tempo in attimi cruenti |
|
Da "Intervista a Domenico La Rocca" di Franco Graffeo. Domenico La Rocca - Mimmo per gli amici - è di Montevago in provincia di Agrigento, un paesino della Valle del Belìce, a soli due chilometri da Santa Margherita di Belìce. Nasce a Sciacca il 22 aprile 1961; vive a Lamezia Terme in Calabria. Sin da piccolo si appassiona alla letteratura italiana e straniera che via via approfondisce da autodidatta. E' della fine del 1999 la pubblicazione della sua prima raccolta di poesie intitolata "Sotto il segno del Toro", il suo segno zodiacale. Il libro è dedicato al fratello Giovanni deceduto a soli 29 anni. "Alcune poesie trattano argomenti della mia terra di Sicilia, della Valle del Belìce, dei contadini del sud, altre di amori, sensazioni, ricordi, situazioni della vita che ogni giorno sfocia in una dura lotta, una sfida continua, - quella dei pescatori, ad esempio - anche se tutti siamo avviluppati in un circolo vizioso che ci porta a combattere come dei Don Chisciotte contro i mulini a vento: un flusso inesauribile di parole a parole, immagini e fiction ci tengono sospesi ad un realtà inconcludente. Passano i millenni, ma non ci accorgiamo che la società, in special modo quella occidentale, tende ad una repentina disgregazione: ecco perché tutto è in movimento. I popoli di tutto il mondo cercano nuove terre di libertà per approdare verso i lidi di un futuro migliore: ma non sempre è così. Credo che non passerà molto tempo che torneremo ad un nuovo processo di ruralizzazione, affinché si possa finalmente vivere a misura d'uomo, visto che la città è costrizione, stress, incomunicabilità, una struttura lanciata in una corsa contro il tempo paragonabile ad una folla che corre da un capo all'altro d'una via ad occhi chiusi senza una meta precisa. E quindi bisogna un po' riordinare le idee, pensieri, modi di vivere e di agire; capire meglio i giovani e cercare di riavviare nuovi modelli per affrontare il quotidiano del villaggio globale dove a tutt'oggi regnano la intolleranza, le prevaricazioni, la mattanza di bambini da parte degli squadroni della morte, le continue guerre, l'abominevole pena di morte. Si apre il terzo millennio, però non sappiamo ancora se è medioevo aggiornato oppure l'illusione che in qualsiasi modo tutto possa andare bene con un semplice colpo di spugna. Andremo ancora più lontano nello spazio e ciò è interessante: i nostri figli conosceranno cose meravigliose, però dobbiamo insieme costruire la strada che possa guidarli verso un futuro di pace e serenità". Di prossima pubblicazione altri versi raccolti nei due volumi "Chela Kèrmes" e "Cafè Narghilè". In fase di stesura due romanzi e un libro di racconti brevi. |
|
Torna alla home page |
|