Calogero PUCCIO

Calogero Puccio

OPERE

 

 

Nota sull'Autore


Ntra lu me paisi


Nota sull'Autore

Calogero Puccio, artista eccentrico, temperamento impulsivo, era perennemente tormentato dal pensiero di non essere riconosciuto quale grande artista che amava il prossimo, scolpiva con arte, scriveva poesie e moriva di fame. Si narra che più di una volta ebbe ad intagliare nel legno delle immagini eseguite con perfetta arte, farle vedere alle persone che gliele avevano commissionate e subito dopo distruggerle. Non sopportava il fatto che la gente, pur rimanendo soddisfatta del lavoro da lui eseguito, al momento di pagarlo non gli dava il compenso meritato.

Eseguì, da ottimo artista intagliatore in legno, in massima parte in America, una bara per portare in processione il SS. Crocifisso di Santa Margherita di Belìce. Dopo che i pezzi più importanti della bara vennero terminati, (cioè quattro pannelli rappresentanti scene della vita e passione di Gesù: La fuga in Egitto, Gesù nell’orto, L’ascensione, Gesù Crocifisso), furono spediti dall’America in Santa Margherita. Con essi rientrò il Puccio per completare gli altri pezzi e per provvedere al montaggio. Tale lavoro durò circa due anni, durante i quali fu collaborato da Biagio Perricone e Francesco Catalanotto.

Scoppiata la guerra 1915-18 il Puccio fu chiamato alle armi.

La bara terminata venne montata nel dopoguerra. Allora ripartì per l’America dove pubblicò un volume di poesie in dialetto siciliano dal titolo: "Cusuzzi" stampato dalla Tip. Editoriale F. Sparacino - Brooklyn N.Y. A. D. 1922, da cui è tratta la poesia "Ntra lu me' paisi", un sonetto rappresentativo del suo carattere. Dopo non molto fu colpito da malore e trasportato all’Ospedale Civico sito nell’isola di Welfare nel centro del fiume che attraversa New York, tra Brooklyn e Manhattan. In un momento di depressione uscì dall’ospedale e si buttò nel fiume. Venne soccorso e ripescato vivo. Morì di polmonite due giorni dopo.

La bara di Puccio, molto pesante, non venne sempre usata per il trasporto in processione del SS. Crocifisso.

Prima del terremoto fu posta nel coro della Chiesa Madre. Ma il sisma del 15 gennaio 1968 causò il crollo di quel tempio e la bara, frantumata dalle macerie, pare sia scomparsa in seguito ai lavori di ruspamento.


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