Giuseppe SCUDERI


Nota sull'Autore


"Il ponte"

Originale:
Olio su tela 24x18
Prop.dell'Autore - 1984

2° Esemplare:
Olio su tela 70x50
Prop. Comune di Santa Margherita di Belìce - 1994

 

 

 

"Il ponte" di Giuseppe Scuderi


Con questa nota, Giuseppe Scuderi consegò, il 22.12.96, in occasione delle celebrazioni del Centenario della nascita di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il 2° esemplare realizzato in occasione di un'estemporanea di pittura organizzata per l'Estate Margheritese '94.

"All’Amministrazione Comunale
di Santa Margherita di Belìce

Nell’Estate Margheritese del ‘94, la Vostra Amministrazione organizzò un’estemporanea di pittura. A partecipare in quella categoria fummo solo in due. Trattenni "in deposito" il quadro, perché non volevo espormi in una gara dove i premi erano più dei partecipanti. Oltretutto, allora, pensavo che non avrei potuto esprimere le motivazioni per cui avevo scelto quel soggetto.
Ispiratomi ai "Racconti" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ritenevo che il luogo raffigurato, avesse un significato notevole, pur nella sua semplice quotidianità. Cito dal Tomasi:

"Non eravamo più lontani, e mia madre, sospinta dal suo amore per Santa Margherita non stava più ferma, si sporgeva ora da uno sportello, ora dall’altro. -"Siamo quasi a Montevago", - primo nucleo di vita ritrovato dopo quattro ore di strada. Ma quale nucleo! Larghe strade deserte, case egualmente oppresse dalla povertà e dall’implacabile sole, nessuna anima viva, qualche maiale, qualche carogna di gatto. Ma passato Montevago tutto andava meglio. La strada era diritta e piana, il paesaggio ridente. - "Ecco la villa di... !" "ecco la Madonna delle Grazie e i suoi cipressi!" - E salutava con gioia perfino il cimitero. Poi la Madonna di Trapani. - "Ci siamo, ecco il ponte".- Erano le cinque di sera. Viaggiavamo da dodici ore...".

Come per il Tomasi, anche per me, nel ricordo di un bambino di 8-10 anni, pur con modeste esperienze, quel luogo ha significato l’arrivo in paese tornando a casa, dopo una giornata trascorsa con i miei in campagna. Ho rappresentato questo soggetto, affinché ad ogni adulto, che conosceva i luoghi, anche i più quotidiani del nostro paese ne ravvivi il ricordo. E ad ogni giovane, che non ha avuto la fortuna di conoscere come era il nostro paese, stimoli la curiosità di chiedere dove si trovava ciò che ho raffigurato, di riconoscerlo in ciò che oggi esiste, di conoscerne la storia.

Per il Centenario della nascita di Giuseppe Tomasi, consegno a Voi Amministratori, ciò che appartiene al Comune. Il mio quadro a suo tempo realizzato, che non ha alcuna ambizione di opera d’arte, affinché, se lo riterrete meritevole e se non è eccessiva presunzione, venga esposto nei locali comunali, per essere visto da quanta più gente possibile, per far conoscere l’importanza che quel luogo umile e semplice del nostro paese scomparso, ha avuto nella letteratura e nella storia.

Santa Margherita di Belìce 22.12.1996 Giuseppe Scuderi


Nota sull'autore

GIUSEPPE SCUDERI - nato a Santa Margherita di Belìce il 12 luglio 1958. Architetto. Ha progettato con l’Arch. Paolo D’Antoni, la Casa di riposo "C. Scaminaci-Di Giovanna". Col gruppo dell’Università degli Studi di Palermo - Dipart. Città e Territorio, coordionato dai Professori Arch. Alba Gulì e Ing. Salvatore Inzerillo ha redatto il progetto di "Recupero e ripristino dell’antica e originaria vegetazione e delle parti architettoniche del Parco Comunale del Gattopardo di Santa Margherita Belìce". Dall’89 è Dirig. Tecnico Architetto nell’Ass. Reg. Lavori Pubblici presso il Genio Civile di Agrigento. Nel ‘91, con spirito di solidarietà, è stato nel contingente tecnico della Regione Siciliana che ha censito i danni del sisma del ‘90 nella Sicilia orientale. Oggi è comandato presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Montevago con competenze tecniche e da responsabile del Servizio Informatico. Nel ‘73, è stato strumentista di maranzano e nel corpo di ballo, del Gruppo Folkloristico "Zabut" di Sambuca di Sicilia e nel ‘74 tra i fondatori del Gruppo Folkloristico "Manzil-Sindi" attivo sino all’82. Qui coreografo, capofila del corpo di ballo e strumentista di maranzano. Ha suonato per l’incisione del 45 giri del gruppo. Dilettante di scenografia e recitazione con la Compagnia Teatrale "Calogero Maggio" diretta da Giuseppe Avona. Con questi e Franco Valenti ha condotto "In fondo al viale" una trasmissione della "Radio Belìce Centrale" d’intrattenimento comico pomeridiano, prestando la voce ad un personaggio caratteristico.

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