PREMESSA
Dragonara, Gorgo del Drago, Tardara, Carboi, Cronio, Poconebeve, "Munzeddu di lu furmentu", Pomo, Gulfotta, Gulfa, Adranone, Pandolfina, Cannitello, "Acqua spiruta", Acque Calde, "Ancinedda d'oru", Telegrafo, Dannato sono nomi di località che hanno suscitato in me la visione di un mondo in cui la fantasia si confonde con la realtà. Una realtà costituita da un paesaggio che offre la visione di forme caratteristiche le quali alla bellezza del panorama congiungono sensazioni di profondo mistero. Da un insieme di fantastiche visioni che vanno dall'orrido aspetto delle gole della Tardara all'incantevole verdeggiare della collina Dragonara, dal misterioso esalare dei caldi vapori delle stufe di Monte Cronio, dal piacevole delinearsi di "lu Munzeddu di lu furmentu", dal senso di arcano che incutono i nomi Dragonara, Gorgo del Drago, Dannato, Poconebeve, Acqua Spiruta ecc. ho tratto lo spunto per scrivere queste pagine, non solamente per dare una giustificazione più o meno logica al significato delle denominazioni delle località, ma ancor di più, per mettere in risalto alcuni singolari aspetti del nostro paesaggio. Ho voluto, altresì, dare ai racconti un significato e una conclusione chiaramente morale perché essi, oltre a mettere in evidenza ai giovani lettori le bellezze della natura che li circonda, potessero influire a stimolare nei loro cuori e nelle loro menti un più intenso amore per il proprio paese e un più acceso sentimento di socialità che si può sintetizzare nella concezione cristiana di "amore per il prossimo". Queste modeste pagine non sono scaturite da velleità letterarie, ma da un vivo desiderio di contribuire alla rinascita di una società che le forze cieche della natura (terremoto del 15 e 25 gennaio 1968) hanno colpito non solamente nel corpo ma anche nello spirito e che per ritornare al piò presto ad una vita normale, ha bisogno di solidarietà e non di discordie, di serenità e non di orgasmo, di amore e non di odio. Sono pagine scritte per i giovani e per il popolo, per le anime più semplici e più sincere e per quanti altri nell'uomo apprezzano le doti di saggezza, di virtù e di bontà. Da costoro attendo non l'apprezzamento per un'opera dalle pretese letterarie ma un riconoscimento per un lavoro compiuto esclusivamente con intenzioni benefiche e sociali.
L'AUTORE