Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


"IL MANOSCRITTO DEL PRINCIPE", UN FILM SU TOMASI DI LAMPEDUSA

Il cinema riscopre uno degli autori pi˜ amati e discussi del Novecento. Tra luci ed ombre

di Carmela Piccione - ADNKRONOS. Aprile 2000.


ADNKRONOS.
Leopoldo Trieste, Michel Bouquet
e il regista Roberto Ando' sul set del film
"Il manoscritto del principe".

Il cinema italiano riscopre la figura di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'autore di uno dei romanzi pi˜ amati e letti del novecento, "Il Gattopardo" immortalato nel celebre film di Luchino Visconti interpretato da Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale. Roberto AndÚ, regista e drammaturgo palermitano, da tre anni sulle tracce del Principe di Lampedusa ha firmato (in tandem con Salvatore Marcarelli) e diretto "Il manoscritto del Principe" ed ha voluto accanto Jeanne Moreau, Michel Bouquet, i giovanissimi Paolo Briguglia e Giorgio Lupano, Leopoldo Trieste, Laurent Terzief, Massimo De Francovich.
Il film, prodotto da Francesco Tornatore, non ha nulla della grandeur gattopardesca, dello scintillio del capolavoro di Visconti. "Si tratta piuttosto -spiega AndÚ- di un'opera da camera, di introspezione, fatta di parole e di silenzi per rievocare l'esistenza di uno dei pi˜ grandi intellettuali del XXƒ secolo, ma soprattutto i rapporti che lo legarono a due giovani allievi, Francesco Orlando, oggi professore di Teoria della Letteratura all'Universitý di Pisa, e Gioacchino Lanza, il nipote che adotterý pi˜ tardi. I due ragazzi rappresentano gli antipodi di un mondo -aggiunge-. Francesco Ë colto, talentosissimo, ma appartiene ad una classe sociale non elevata. Gioacchino Ë affascinante, mondano, brillante, un modello di perfezione (sarý lui ad ispirargli il personaggio di Tancredi ne "Il Gattopardo" n.d.r.). Quello che il grande scrittore avrebbe voluto essere. La posta in gioco? Un'ereditý morale e spirituale da trasmettere. Legata a tradizioni e costumi secolari. A scelte ideologiche e di pensiero.


ADNKRONOS.Giorgio Lupano
e Paolo Briguglia
in una scena del film di Roberto Ando'
"Il manoscritto del principe".

Accanto ad un racconto che mantiene la sua ambiguitý costante ("liberamente ispirato al 'Ricordo di Lampedusa' di Francesco Orlando", ricorda il regista), la storia della Sicilia, ma soprattutto di Palermo intorno agli anni '50. Terre devastate dalla guerra, lacerate dalle proprie contraddizioni, in cui Tomasi di Lampedusa si sentiva un sopravvissuto. Palazzi e memorie distrutte per l'aristocratico signore, ricordi cancellati, forse volutamente, desiderio di morte, di annientamento. Fisico e spirituale. "Eppure era fortissimo in lui il desiderio di comunicare, di educare, di trasmettere conoscenze -scrive Gioacchino Lanza Tomasi, musicologo di fama internazionale, giý direttore dell'Istituto di Cultura Italiano a New York nello splendido volume edito da Sellerio 'Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Una biografia per immagini'-. Era un uomo dalla fortissima tempra pedagogica. Quei pochi giovani che ebbero la ventura di accostarlo ne rimasero profondamente segnati".
Giuseppe Tomasi di Lampedusa non riuscÏ a vedere pubblicato il suo romanzo scartato da Vittorini come "ottocentesco". Due anni dopo la sua morte, nel '59 il successo con Feltrinelli. Molte le reazioni da parte di scrittori ed intellettuali tra i quali, Leonardo Sciascia, Santino Caramella, ordinario di Filosofia a Palermo, Louis Aragon. Fu accusato di disfattismo, di amoralitý (come i romanzi del Marquis De Sade), di non aver approfondito e dibattuto la questione meridionale e soprattutto di non essersi soffermato sulle rivoluzioni che nascevano dal basso (i fasci siciliani). "Eppure, in filigrana, si leggono ne 'Il Gattopardo' sollecitazioni accorte- scrive ancora Gioacchino Lanza- affinchÈ le nuove generazioni si scuotessero di dosso provincialismo e insularitý". Insegnamenti, suggerimenti, provocazioni che il Principe trasmetterý ai suoi allievi (due ragazzi sui vent'anni inconsapevoli testimoni della nascita di un capolavoro) in modo ironico, sarcastico, a volte distante come si avverte nel "Manoscritto" di Roberto AndÚ.


ADNKRONOS.
Jeanne Moreau e Michel Bouquet
in una scena del film
di Roberto Ando'
"Il manoscritto del principe".

Giuseppe Tornatore sottolinea la sfida lanciata con questo film ad una cinematografia troppo spesso costretta all'azione. "Roberto AndÚ dý spazio alla parola, a lunghi, interminabili dialoghi, protagonista una personalitý titanica, lucidissima nell'attaccare l'aristocrazia con piglio feroce, spietato". Chi meglio di Michel Bouquet, attore che Roberto AndÚ definisce "clandestino" come il Principe di Lampedusa ("Si Ë dato pochissimo al cinema con Chabrol, per poi abbandonarlo. Altezzosamente") avrebbe potuto incarnarne la fisicitý prorompente, quella di un "generale in pensione" come lo descrivevano i suoi amici, imponente, timidissimo, sempre assorto nei suoi pensieri, appparentemente lontano dal mondo? "Di poche parole -ricorda il cugino Fulco di Verdura-. Non l'ho sentito parlare per vent'anni. Pensavo fosse cretino.
Accanto a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il manoscritto del Principe" presenta personaggi eccentrici, stravaganti. Lucio Piccolo, il geniale cugino poeta, incoronato da Montale, "mostruoso" ed esoterico, viveva circondato da cani, parlava quattordici lingue compreso il greco e il persiano. La moglie del Principe, Licy Wolff-Stomersee, un'aristocratica di origine lituana, fuggita giovanissima dalla Russia, amica di Freud, psicanalista e studiosa.





ADNKRONOS. Jean Moreau, Michel Bouquet,
Giorgio Lupano e Sabrina
Colle in una scena del film di Roberto Ando'
"Il manoscritto del principe".


ADNKRONOS. Giuseppe Tornatore, produttore
de "Il manoscritto del principe",
sul set del film con il regista
Roberto Ando'.




ADNKRONOS. Villa Lampedusa ai Colli
in una foto del 1954. Sulle tracce delle memorie di questa
ricostruito l'ambiente che circonda la Villa Salina
de "Il Gattopardo".


ADNKRONOS.
Lo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa a
sei anni con la madre.




ADNKRONOS. Giuseppe Tomasi di Lampedusa con
il cane Crab sulla terrazza
interna di Palazzo Lampedusa sulla fine
degli anni trenta.


ADNKRONOS.Giuseppe Tomasi di
Lampedusa nel giardino di Villa Piccolo
a Capo d'Orlando nell'autunno
del '56.




ADNKRONOS.
Claudia Cardinale nelle
vesti di Angelica nel film di Luchino
Visconti "Il Gattopardo".


ADNKRONOS.
Tancredi (Alain Delon) accoglie
Angelica ( Claudia Cardinale) e Don Calogero
(Paolo Stoppa) in una scena
del film "Il Gattopardo".




ADNKRONOS.
Alain Delon, Mario Girotti
e Giuliano Gemma in una scena del film
di Luchino Visconti "Il Gattopardo".


ADNKRONOS. Burt Lancaster
nelle vesti del "principe" in una scena del film
di Luchino Visconti
"Il Gattopardo".




ADNKRONOS.Alain Delon e Claudia Cardinale
nel celebre ballo a Palazzo
Ponteleone del film di Luchino Visconti
"Il Gattopardo"


ADNKRONOS. Luchino Visconti sul set
del fil "Il Gattopardo" Con Serge
Reggiani e Burt Lancaster.