R...UMORI DI CONOSCIUTA ORIGINE
Due giornate per studiare i luoghi e la terra de "Il Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
di Francesco Graffeo
Il 25 agosto '99 sulle colonne del Giornale di Sicilia, appariva un articolo in cui si evidenziava un "bilancio ritenuto positivo", delle manifestazioni promosse dalla pro-loco GATTOPARDO BELICE, nell'arco dei sei mesi dalla sua costituzione. L'appuntamento sul Gattopardo era alle porte, una manifestazione costituita da una giornata di convegno e da una di teatralità e che ha visto: un impegno economico (circa 24 milioni) coperto in buona parte dagli sponsor privati, la disponibilità personale dei soci della pro-loco e di diversi cittadini, oltre che di 44 giovani, che hanno rinunziato alle vacanze estive e si sono messi a disposizione per un progetto culturale da destinare alla città. Il convegno "I luoghi del Gattopardo", presenziato da illustri studiosi, tra cui Camillo Filangeri, Salvatore Scuderi, M. Paola Barbiera , Giuseppe Provenzano e Valeria Torta, autrice quest'ultima dell'interessante documentario "Sulle orme del Gattopardo", proiettato per l'occasione al pubblico presente. La premessa, per la teatralità del giorno successivo, e l'occasione che l'associazione proloco ha dato, a tutti, per aprire "un dibattito democratico, un libero confronto di idee" ed a cui illustri "critici del giorno dopo" non hanno partecipato. La teatralizzazione "Nella terra del Gattopardo", è stata affigata ad un giovane regista Cocò Gulotta, a cui l'associazione ha confermato fiducia nel progetto allestito: dare forma al corteo ed alle drammatizzazioni era secondario, trattandosi di significare dei valori simbolici da cogliere nelle gestualità per esaltare il valore dei "luoghi e dei personaggi reali rappresentati". Richiamare a Santa Margherita di Belìce, personaggi del calibro di Bent Parodi, Gregorio Napoli, Francesco Valenti ed instaurare con la fondazione Piccolo di Capo D'Orlando, una aperta linea di comunicazione è il vero successo che va registrato. Ma, è anche un successo, il risveglio culturale che ha suscitato l'evento, e fra questi da annoverare le critiche, arrivate da: "fonti culturali" che, in altre pari occasioni, per un analogo progetto, sono stati scavalcati per essere stati inconcludenti; registi, che altrove hanno trovato spazio, ma che a S. Margherita di Belìce, da anni non sono riusciti a materializzare le grandi "iniziative, strumenti, e strategie volte alla promozione della Cultura" a cui far partecipare creatività locali e nazionali; una associazione, che in letargo si è svegliata ed a cui si chiede di dimostrare operatività; "liberi cittadini", che sin dalla costituzione della pro-loco, nonostante ripetuti inviti a farne parte, hanno glissato per "questioni di tempo", esperti politologi, che hanno intravisto nella pro-loco "aghi sbilanciati", grandi economisti, che hanno gridato agli alti costi sostenuti per la manifestazione. E' stato un successo per i tanti spettatori che la due giorni ha richiamato ed anche per gli esercizi di ristorazione: di questo nessuno ne ha parlato. Infine, visto quanto reso alla cultura in tutti questi anni passati, in questo paese da "associazioni cartacee", molti cittadini hanno avuto ragione a rimanere scontenti, perché il povero Principe di Salina , sentito il fracasso che stava succedendo è rimasto a Donnafugata !.
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| Il Belìce | Settembre-ottobre 1999 | Francesco Graffeo |