Il Belice
Furono le Chiese dell'antica e religiosa Santa Margherita di Belìce
| Quindici le chiese in 900 anni di storia religiosa della cittadina Belicina: dalla più antica Chiesa di S. Calogero costruita sui resti della Chiesa di S. Margarita del 1108, all'ultima chiesetta di Maria Immacolata del 1890. Ad eccezione delle tre chiesette distrutte prima del sisma : S. Nicolò (demolita nel 1888), S. Andrea (demolita nel 1700 per far posto al convento dei Padri Riformati con annessa chiesa demolita successivamente nel 1948), Maria Immacolata (rasa al suolo nel 1960) e della piccola Chiesa della Madonna del Carmine posta in una grotta , oggi ampliata, delle altre undici luoghi di culto danneggiate dal terremoto del '68 , nove sono state rase al suolo successivamente dall'uomo. Prese di mira dalle nuove scelte urbanistiche post-terremoto avallate dai politici del tempo, vennero così definitivamente cancellate per dare spazio alle strade, agli spiazzi, ai nuovi lotti da ricostruire o semplicemente per creare degli slarghi oggi sede di cumuli di macerie. Le immagini presentate in questa pagina, scattate subito dopo il terremoto, sono la testimonianza dei danni di esso, di poco conto se raffrontato all'irrispettoso uso dell'intervento umano. A parte l'inscatolamento in una gabbia di vetro dei ruderi della Chiesa della Madonna delle Grazie, a 31 anni dal sisma nessun intervento è stato operato per il recupero della Chiesa Madre, abbandonata a se stessa ed all'azione dei vandali che l'hanno saccheggiata di ogni suo elemento di arredo. Purtroppo le nuove demolizioni che si stanno operando nel quartiere San Vito, per dare spazio alle nuove urbanizzazioni, stanno definitivamente facendo scomparire una prezioso tessuto storico (anche se gravemente lesionato) su cui sguardi lungimiranti avrebbero potuto puntare, per operazioni di recupero di percorsi e trame viarie uniche e suggestive a fini turistici. Bisognerebbe riflettere sul perché migliaia di persone, oggi, visitano i ruderi di Selinunte di oltre duemila e cinquecento anni fa, o del valore che assumono i pochi resti di alcuni tracciati viari di Eraclea Minoa. | ||
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Chiesa di S. Calogero. Lo stile arabo-normanno della finestra e del campanile ha indotto a credere che sia stata la Chiesa di S. Margarita, fatta costruire nel 1108 da Roberto Malcovenat, al posto della moschea araba, accanto al minareto. Nel 1806 venne adattata a Chiesa di S. Calogero. Danneggiata dal sisma è stata successivamente abbattuta. Al suo posto i tralicci della Rai . |
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Chiesa della Madonna del Carmine. Antichissima cappelletta in una grotta di metri 4 per 3, nei pressi di Porta Nuova. Forse di origine sicana. Nel 1982 è stata ampliata con il contributo dei margheritesi emigrati in America. |
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Chiesa S. Vito: costruita dopo il 1572 contemporaneamente alle prime case del quartiere S. Vito. Danneggiata dal sisma, oggi si trova allo stato di rudere. |
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Chiesa S. Isidoro poi Purgatorio. Costruita intorno al 1595, ed aperta al culto nel 1606. Abbattuta assieme al suo prezioso campanile, al suo posto, oggi, lo spartitraffico all'inizio della salita di via Senatore Traina. |
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Chiesa S. Andrea. Eretta intorno al 1600. Demolita nel 1700 per far posto alla chiesa ed al convento dei Padri Riformati. Ridotta a macerie venne abbattuta attorno al 1948 per dare spazio alla scuola elementare. |
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Chiesa Madonna delle Grazie: edificata attorno al 1600. Nel 1628 Divenne la prima chiesa Madre. Danneggiata dal sisma , è stata "recuperata" su un progetto della Soprintendenza di Agrigento. Attualmente non fruibile. |
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Chiesa S. Nicolò: edificata nel 1622 e demolita nel 1888. Si trovava nei pressi del cimitero. |
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Chiesa S. Francesco dè Paoli: costruita nel 1689. Danneggiata dal sisma oggi non più esistente. Sul suo sito lo slargo tra la via S. Francesco e la via Cadorna. |
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Chiesa del Santissimo Rosario. Iniziata nel 1700 ed elevata a Chiesa Madre nel 1724. Danneggiata dal sisma, oggi rudere. L'elemento architettonico di S. Margherita di B. , più fotografato dai turisti di passaggio sia per la ricchezza degli stucchi, che si suppone derivino dalla scuola del Serpotta, che per il matroneo su cui si affacciava la famiglia Corbera Cutò. |
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Chiesa del Collegio di Maria: costruita intorno al 1734. Danneggiata dal sisma, è stata demolita totalmente. Rimane all'impiede il muro in comune con il Palazzo Scaminaci , da cui è possibile scorgere i resti degli interessanti stucchi e delle modanature che arricchivano lo spazio della chiesa. |
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Chiesa dell'Orfanotrofio Maggio: costruita intorno al 1734. Danneggiata dal sisma, è stata demolita quasi totalmente. Rimane oggi in piedi il fronte dell'altare. Sull'area un cumulo di macerie. |
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Chiesa S. Michele Arcangelo: edificata nel 1750. Danneggiata dal sisma e successivamente rasa al suolo. Sul suo sito l'incrocio della via Abruzzo con via Oberdan. |
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Chiesa Madonna di Trapani: costruita intorno al 1755. Lievemente danneggiata dal sisma è stata successivamente abbattuta. Sull'area di essa sorge la casa di riposo Crescimanno. |
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Chiesa S. Antonio Abate: eretta intorno al 1780. Danneggiata dal sisma e successivamente rasa al suolo. Oggi sul suo sito, provvisoriamente è stato allocato l'autoparco comunale. Degna locazione è stata data alla statua del santo, a cura della famiglia Barbera. Infatti è stata trasferita nella proprietà privata, vicino il bevaio Canale. |
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Chiesa di Maria Immacolata: sorta adiacente alla Villa comunale nel 1890 per volontà di Giovanni Liotta. Demolita in quanto rudere nel 1960. |
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Un grazie per la consulenza va al Prof. S.
Scuderi nato a Montevago il 5-4-1924 autore di:
"Santa Margherita di Belice nella storia Siciliana - Genesi
del Gattopardo "
| Il Belice | novembre -dicembre 1999 | Francesco Graffeo |
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