Giornale di Sicilia

Terremoto. Sollecitato il completamento.
"Belice, quei paesi dimenticati"  La Chiesa ricorda il sisma del '68


Santa Margherita di B. (fgr). Dopo 35 anni da quel tragico sisma del 14 gennaio ‘68 che sconvolse S. Margherita Belice, la popolazione chiede il rispetto delle leggi affinché possa essere affrontato e chiuso definitivamente il triste capitolo della storia della Valle del Belice, bandendo qualsiasi forma ingiustificata di ritardo, di speculazione e di interesse privato. Da 7 anni Giuseppe Gelo, è arciprete della cittadina del gattopardo, e coglie l’occasione per rivendicare con forza la ricostruzione della vecchia Chiesa Madre. “Sono stati anni fecondi di frutti pastorali e culturali, pur con le necessarie fatiche e difficoltà. Al mio ingresso nel ‘96 mi ero proposto 2 obiettivi: la ricostruzione dell’antica Chiesa Madre con un impegno ancora più sollecito, sinergico e costante e l’edificazione della Chiesa spirituale, che siamo Noi, la comunità del Signore risorto, con un cammino spirituale e pastorale”. Don Gelo aggiunge: “E’ chiaro che non posso fermare il mio interessamento solo alla ricostruzione dell’antica chiesa Madre. La comunità ha bisogno anche di altri luoghi di culto o di servizio pastorale, baste pensare che prima del terremoto a Santa Margherita vi erano 11 chiese. Oggi non possiamo cancellare la memoria storica di un paese. Dopo il completamento della nuova Chiesa Madre e la Chiesa di San Giuseppe, ferve l’impegno per la costruzione dell’oratorio parrocchiale punto d’incontro per i giovani, e nel rione Carnevale urge una nuova Chiesa. Indubbiamente il terremoto è stato un momento brutto per la città, e per la sua antica Chiesa Madre, un gran capolavoro incastonato nel barocco, oggi esposta alle intemperie con crolli delle parti murarie e di ciò che resta dei preziosi stucchi interni. La ricostruzione dell’antica Chiesa Madre, -dice l’arciprete- ha “ragioni indissolubili”: sia per motivi di fede: è una chiesa, è un tempio; e poi anche un motivo di cultura” 

Giornale di Sicilia Mercoledì 15 gennaio 2003 Francesco Graffeo

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