Giornale di Sicilia
S.
Margherita Belice. L’agricoltura è in ginocchio
si invoca la pioggia.
Organizzata
una processione per le vie del centro
Santa
Margherita B. La siccità non si arresta e la Chiesa di Santa Margherita corre in
aiuto. “Signuruzzu, chiuviti chiuviti chi li
lavureddi su morti di siti, e mannatini una bona senza lampi e senza tona”.
Questa la litania cantata in Chiesa Madre dall’arciprete Don Giuseppe Gelo e
da centinaia di fedeli che hanno pregato Gesù Crocifisso per ottenere il dono
della pioggia a Santa Margherita di Belice.
“Visto che da mesi non piove abbiamo deciso
assieme all’intera comunità ecclesiale di rivolgerci al Cristo
– dice Don Gelo
ripetendo le parole che ha detto Gesù -
<chiedete e vi sarà dato, o ancora
tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete>.
Quindi martedì sera, centinaia di fedeli hanno
risposto all’invito, partecipando alla veglia di preghiera nella chiesa Madre.
La recita dell’antico Rosario, che veniva invocato dai nostri antichi Padri
per supplicare il dono della pioggia è stato ripetuto, con fervore, cinque
volte dai fedeli. Successivamente la “scinnuta
di la Cruci”
a simboleggiare la presenza del Signore in mezzo al suo popolo, baciato
da tutti i fedeli. Croce che rimarrà a terra fino a che non arriverà la
propiziata pioggia. “Rispetto alle
precipitazioni normalmente attese si registra purtroppo un dimezzamento
corrispondente a circa 200 millimetri di pioggia a partire dalla stagione
autunnale, contro una media di 500 millimetri. Siamo in una condizione di
gravità inaudita” a lanciare l’allarme è
il dottore Giuseppe Dimino responsabile del centro agrometeorologico provinciale,
che conta nel territorio agrigentino 15 stazioni di rilevamento pluviometriche
e due nella zona compresa tra Santa Margherita e Menfi. Sul piano dei danni
Baldo Giarraputo, funzionario della SOAT 77 di Menfi afferma “già
il 50% della produzione delle coltivazioni a seminativo è persa. Se non pioverà
entro 10 giorni possiamo prevedere che sarà compromessa l’intera
produzione”. “Per quanto riguarda le culture arboree e cioè ficodindieti,
uliveti e vigneti oggi non possiamo quantificare i danni – dice
Giuseppe Aloisio che nell’ambito della sezione operativa affronta giornalmente
la criticità del momento. Aloisio aggiunge –
segnalo che, il persistere della mancanza di precipitazioni comporterà,
soprattutto per i nuovi impianti di vigneti messi a dimora nei mesi scorsi, un
sicuro disseccamento delle piante innestate con gravissime perdite
economiche”. “A rischio sono oltre 100 ettari di nuovi impianti – dice
Pino Marino della Cantina Corbera per il dato che interessa solo il territorio
di Santa Margherita.-
Ma aggiunge bisogna ancora considerare le altre centinaia di ettari
impiantati nei comuni limitrofi che fanno parte del bacino del lago Arancio”.
“Situazione drammatica” grida Enzo Montalto
che lavora alla diga Arancio. “L’invaso
infatti contiene circa 10milioni di metri cubi di acqua contro i 20milioni
disponibili l’anno scorso ed un fronte irriguo di oltre 17.500 ettari di
terreno.” “A soffrire è anche il mondo zootecnico per la mancanza di vegetazione
nei pascoli“ afferma Pietro Campo operatore
zootecnico e presidente dell’associazione per la tutela della Vastedda del
Belice, che aggiunge “L’esaurimento delle
scorte di fieno e paglia ci ha costretti a ricorrere forzatamente
all’acquisto di forti quantità con notevoli aggravi economici. C’è chi sta
pensando di uscire dal mercato”.
| Giornale di Sicilia - Ag- | Sabato 16 marzo 2002 | Francesco Graffeo |