Giornale di Sicilia
Sambuca.
Feudo arancio, e il vino vola in tutto il mondo
Sambuca di Sicilia (fgr). “Feudo Arancio”
è il nuovo il marchio che accompagnerà nel mondo i luoghi e la nuova linea di
vini in produzione la prossima primavera, che la Mezzacorona Spa, ha coniato
per l’azienda vitivinicola di Sambuca. A darne notizia l’amministratore
delegato Fabio Rizzoli, della Silene Srl, società collegata all’azienda
trentina, che sta operando nel Belice una profonda trasformazione di una
vecchia tenuta di oltre 260 ettari di terreno in località Portella Misilbesi,
per un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro. “<Feudo
Arancio> è il nome che abbiamo scelto
dopo un attento studio della storia e della fisicità dei luoghi” dice
l’amministratore delegato. “Un nome che evoca in se
il mistero, la terra, la storia e la cultura millenaria. <Feudo> è anche
un termine legato all’agricoltura tradizionale siciliana, strettamente
connesso al vissuto di questa terra e della sua gente. Mentre <Arancio> è
un riferimento al prezioso frutto della Sicilia, simbolo della solarità e
ricchezza” sottolinea l’amministratore
delegato Rizzoli, autore dell’ambizioso “Progetto Sicilia” che ha portato
il Gruppo Mezzacorona a stringere alleanze con la prestigiosa azienda
vitienologica Santa Margherita, nell’avvincente sfida alla conquista dei mercati
a livello mondiale. Fitta la tabella di marcia del gruppo trentino. “In
un anno abbiamo reimpiantato 132 ettari su una previsione di 230 ettari”
dice l’agronomo Giacomo Bacchi, responsabile aziendale per il gruppo a
Sambuca. “Il prossimo anno in programma il reimpianto
di 80 ettari e nel 2004 il completamento. Sul complesso edilizio, in corso di
costruzione - Bacchi afferma
- la struttura sarà pronta per la vinificazione entro il mese di agosto, ed
entro l’anno completata.” Si tratta di una cantina di oltre 8 mila
metri quadri, che rispetterà i canoni del vecchio “baglio” siciliano,
capace di contenere le tecnologie più avanzate al mondo, per la vinificazione
di qualità in zone calde, tali da consentire la lavorazione e trasformazione
dell’uva, l’invecchiamento in barriques per oltre 20 mila ettolitri ed una
linea d’imbottigliamento di 6 mila bottiglie/ora. Un investimento questo di
circa 27 miliardi. “La presentazione della prima
linea di vini Feudo Arancio è prevista per la prossima primavera”
sottolinea il responsabile enologico Calogero Statella. “Abbiamo
completato il nostro organigramma aziendale. Infatti
sono 60 i collaboratori attualmente assunti - dice Bacchi,
smentendo le voci e i falsi impegni di assunzioni, circolate nella vicina
cittadina del Gattopardo, alle prese con l’elezioni amministrative - Tali
voci sono prive di ogni fondamento.”
| Giornale di Sicilia - Ag | Martedì 14 maggio 2002 | Francesco Graffeo |