Giornale di Sicilia

Il presidente della camera a Santa Margherita per l'anniversario del sisma che nel '68 sventrò i comuni belicini. Riunione con il sindaco Giuseppe Perricone.

Violante: "Il Belice discriminato per il Friuli maggiori attenzioni".

S. MARGHERITA B. La Valle del Belice ha celebrato il 33esimo anniversario del terremoto, del gennaio 1968, alla presenza della terza più alta carica dello Stato. L'onorevole Luciano Violante, presidente della camera dei deputati ha incontrato a S. Margherita Belice i sindaci e gli amministratori dei 16 comuni della Valle. A fare gli onori di casa Giuseppe Perricone, sindaco della città del Gattopardo. Il presidente Violante ha esordito rispondendo ad alcune domande a tutto campo rivoltegli da un gruppo di alunni della locale scuola elementare, quindi ha posto il dito sulla piaga della ricostruzione della Valle del Belice a distanza di 33 anni dal devastante sisma del '68. L'onorevole Violante ha tenuto subito a sottolineare a chiare lettere la disparità di trattamento tra quanto avvenuto per il terremoto del Friuli e per il sisma nella valle del Belice. "Cito solo due dati - precisa il presidente Violante - per il Friuli sono stati adottati complessivamente 9 provvedimenti legislativi, mentre per il Belice ben 65. Ma quello che è più grave - sottolinea Violante - è che per il Friuli (in 22 anni) gli stanziamenti sono stati più del doppio rispetto a quelli per il Belice (in 30 anni): 26mila miliardi contro 11mila". Violante passa poi a rimarcare in rapida sintesi il fascio di problemi che interessano i 16 comuni, dagli accatastamenti, alla questione dello sbaraccamento con i problemi connessi alla presenza dell'amianto, dei finanziamenti per la ricostruzione privata e delle urbanizzazioni. Il presidente della camera non parla il politichese in senso stretto e preferisce andare al nocciolo del problema. "Il passato è ormai passato, adesso dobbiamo guardare avanti" dice Violante rivolto alla vasta platea ed ai sindaci che hanno fatto richieste precise. Violante precisa "Credo che per uscire da questo fascio di problemi che investono i comuni terremotati occorre dare massimo potere ai rispettivi Sindaci, quest'ultimi a loro volta dovranno avere la capacità di presentare dati concreti per capire quali problemi vanno affrontati e risolti paese per paese." In questo percorso Violante invita i sindaci belicini all'unità. "Dovete lavorare assieme - aggiunge il Presidente Violante - senza distinzione di colore politico con i parlamentari regionali per il raggiungimento degli obiettivi che vadano in direzione del completamento dell'opera di ricostruzione attraverso la possibilità di accensione di mutui e per il processo di sviluppo economico dell'area del Belice mediante il decollo dei Patti Territoriali". Prima di Violante è intervenuto anche l'onorevole Nenè Magiacavallo, sottosegretario ai lavori pubblici, con la delega per il Belice. "Occorre definire obiettivi e scadenze - ha sottolineato Mangiacavallo - per il Belice non è comunque più consentito scrivere il libro dei sogni, è invece opportuno individuare le priorità e reperire le risorse necessarie per realizzarle".


Giornale di Sicilia - Ag- Lunedì 15  gennaio  2001 Francesco Graffeo
Mariano Pace

 

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