Giornale di Sicilia

"Terre Sicane", studi sul progetto di turismo "enogastronomico"

Il consorzio sarà composto da partners pubblici e privati. Partirà così la rinascita economica dei quattro comuni belicini distratti dal terremoto di oltre trenta anni fa.
In progetto anche la realizzazione di un altro vino doc.

S. Margherita B. (fgr)  Itinerari del gusto, turismo dei sapori e delle tradizioni. Riscoperta di paesaggi che appagano i sensi e possibilità di portare con sé, non solo ricordi ma anche sensazioni che rivivono ad ogni pranzo ed ad ogni brindisi. Questo è il turismo enogastronomico nelle Terre Sicane  dice Alessio Planeta, presidente delle Strade del vino Terre Sicane, che nella intera giornata di sabato ha coinvolto una trentina di esperti dell’enogastronomia, del marketing turistico, delle arti storiche e letterarie, giornalisti di settore e tour operator  in un viaggio sentimentale che partito dalla Terra del Gattopardo ha toccato i quattro comuni che costituiscono  Terre Sicane. Una società consortile a cui fanno parte partner pubblici e privati. Una giornata con al centro non solo la visita alle emergenze architettoniche degli scavi di Monte Adranone, le bellezze ambientali del lago Arancio, le Terme di Montevago, la costa blu di Porto Palo di Menfi e la visita al Parco Letterario di S. Margherita, ma anche la degustazione di prodotti tipici: dai vini DOC locali dell’azienta Planeta che si sono imposti a livello mondiale, alla vastedda della valle del Belice agli oli, alle olive ed al pesce del mediterraneo. Prodotti ed itinerari che sono la carta vincente per lo sviluppo turistico integrato del territorio.  Parte così dai quattro comuni distrutti dal sisma del gennaio ’68, una nuova opportunità di sviluppo, che è culminato nel seminario tenutosi nel teatro Sant’Alessandro Incontro moderato dal Coordinatore della società Terre Sicane Gori Sparacino, al quale sono intervenuti Mirabile Gaspare della Plus, Alessio Planeta presidente Strade del Vino, Arnaldo Casnaghi esperto in marketing turistico, Nino Aiello e Giancalo Lo Sicco giornalisti e   responsabili di Slow Food Sicilia, Gaetano Basile giornalista, Giacomo Dugo e Giovanni Dugo docenti dell’università di Messina, Gioacchino Lanza Tomasi direttore scientifico del Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Le conclusioni sono stati affidati  a Giuseppe Perricone, Presidente Terre Sicane e sindaco della cittadina del Belice. Nel corso del workshop sono state consegnate da Alessio Planeta mille bottiglie numerate denominate “Vino del Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. “Con ciò intendiamo riempire il Parco Letterario con dei contenuti legati ai prodotti del territorio, un culto utile da donare agli studiosi con il fine di promuovere l’area.” I prossimi anni saranno le altre aziende vitivinicole della zona a proseguire il progetto.  Annunziato anche la produzione del “Rosolio del Principe”   ad opera dell’Istituzione Parco.


Giornale di Sicilia -Ag- Giovedì 5 luglio 2001 Francesco Graffeo

 

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