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Gli umori, i sapori e i fasti di un'epoca rivivono nel Parco letterario dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L'itinario per riscoprire la Sicilia e il suo mondo, il romanzo ed il suo autore.

Profumo di Gattopardo

Palermo, Palma di Montechiaro e Santa Margherita Belice. Tre località unite da un unico filo letterario famoso in tutto il mondo.

PALERMO
Tre luoghi, scenari delle pagine di un romanzo scritto da un autore tra i più amati del novecento italiano, e che compongono l’insieme di immagini della Sicilia nel 1860. Un Parco letterario dedicato ad un uomo ed alle sue opere, scritte e vissute nel crogiolo culturale artistico di Palermo, Santa Margherita di Belice e Palma di Montechiaro. Tre località unite tra di loro da un filo letterario e dalla vita di un grande autore e di un grande romanzo: Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il suo "Il Gattopardo". Nato da un’idea dello scrittore Stanislao Nievo, il parco letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa è la rappresentazione delle memorie del Gattopardo che il visitatore incantato rivive, attraverso i percorsi storico letterari ancora freschi di quei profumi suggestivi che ispirarono lo scrittore del famoso romanzo, tradotto in ben 27 lingue. La presentazione del Parco ha avuto luogo lo scorso 26 ottobre a villa Niscemi dove, tra gli altri, è intervenuto l’assessore alla Cultura Giusto Catania: "il caso letterario del secolo –ha detto- diventa patrimonio culturale e turistico della nostra terra. Chi ritiene che la letteratura sia sinonimo di pagine morte, dovrà ricredersi, e "Il Gattopardo" ne è la testimonianza; un romanzo letto in tutto il mondo –ha continuato- che ha ancora qualcosa da dire, emozioni e strorie da comunicare". Palermo, dove lo scrittore nacque e dove scrisse "Il Gattopardo"; Santa Margherita di Belice, dove trascorse la felice infanzia e la giovinezza, e Palma di Montechiaro, feudo della famiglia Tomasi. Il richiamo alle suggestioni è presto fatto e i percorsi conducono alla conoscenza completa di tre realtà che per tanti aspetti rappresentano ancor oggi le tre vite di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Palermo così magnificamente affollata da palazzi nobiliari e da chiese, dove lo scrittore ci conduce, attraverso le pagine del suo libro, sui luoghi dell’avventura garibaldina ma anche nella Palermo legata alla Bella Epoque ricca di eleganza e creatività. Gli itinerari del Parco Letterario coinvolgono gran parte del centro storico e alcune residenze di villeggiatura, fra cui la villa della famiglia Tomasi e villa Boscogrande, il grande palcoscenico tanto utile a Luchino Visconti per alcune scene del film tratto dal romanzo. Fra i siti del centro storico, vi sono le case dello scrittore, ville, palazzi e chiese citate nella sua opera o che facevano parte del suo mondo da cui trasse poi le ispirazioni. Gli itinerari partono da un antico palazzo di piazza Marina e racchiudono in un micro mondo i "viaggi sentimentali": percorsi in cui i visitatori sono accompagnati da "guide cantastorie" impegnate nella lettura di alcuni passaggi del testo o in vere e proprie scene teatrali. Da Palermo a Palma di Montechiaro, il feudo della famiglia Tomasi, fondata nel 1637 da Giulio Tomasi. L’autore del Gattopardo visitò la città solo negli ultimi anni della sua vita rimanendone, però, molto entusiasta e trasmettendo successivamente le sue sensazioni nelle pagine del suo romanzo quando descrive la visita del principe di Salina al monastero di Donnafugata. La Chiesa madre, il Monastero delle Benedettine, il Palazzo Ducale tutte tappe che il Parco letterario propone in un itinerario ricco di storia, accompagnato da cantastorie ed attori. A Palazzo Ducale è prevista una mostra di oggetti d’arte della famiglia Tomasi, di foto personali e di manoscritti di Tomasi. Ma il sogno felice della giovinezza e l’infanzia vissuta nel ricordo dell’amatissima madre rimangono ancora scolpiti nell’altra realtà territoriale siciliana che rappresenta pur sempre un feudo familiare, dove però traspare più evidente la figura di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, alla cui famiglia apparteneva il palazzo in cui Giuseppe trascorreva le estati da bambino. Santa Margherita di Belice si configura come il luogo più legato all’immaginario dello scrittore. Oggi, il Comune, dopo il grave terremoto del ’68, ha trasformato il Palazzo nella sede del Parco letterario, ricavandone spazi teatrali e utilizzando le molte stanze e il rigoglioso giardino per le attività del Parco. Durante le passeggiate nel giardino si può assistere agli spettacoli dei cantastorie o sedere al caffè letterario che propone, oltre ai piaceri della letteratura, anche quello di gustare degli ottimi vini della zona. Nella sede del Parco si trova una biblioteca in cui è possibile consultare tutta la vasta bibliografia riguardante l’autore. L’idea del Parco letterario resta legata alle sensazioni che Giuseppe Tomasi di Lampedusa ebbe dei luoghi vissuti durante la sua vita, della descrizione minuziosa di un uomo dell’ottocento, quale era il suo personaggio, il principe di Salina, gattopardo ritratto al crepuscolo della sua vita che coincide con quella di un epoca intera. La Sicilia e il suo mondo, il romanzo e il suo autore.

 


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10 novembre 2000 pag. 31 Salvo Ricco

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