il Belìce

Quale cultura per i Gattopardi ?

In attesa di sicure smentite argomentiamo

"Santa Margherita. Memoria e cultura. Viaggio sulle orme dei Gattopardi. Nel paese dell'agrigentino tutto parla di Tomasi di Lampedusa e del cugino, il poeta Lucio Piccolo. Si moltiplicano gli studi sulla loro attività letteraria". Che figura per gli studiosi di Palma di Montechiaro, da sempre vanitosi di essere loro nella città del Gattopardo. Così in prima pagina, sul Giornale di sicilia del 29 agosto scorso. E nella intera pagina interna un titolone "Nella terra dei Gattopardi. Santa Margherita: scrigno di memoria". Un colpo grosso per il nostro piccolo paese, essere posto alla ribalta regionale, quasi da non crederci. Infatti. Infatti non bisogna crederci: al posto di Santa Margherita di Belice, il quotidiano con un pezzo di Laura Anello, a caratteri cubitali descrive con immagini e parole l'intorno alla vicenda del Gattopardo a Capo D'Orlando, città del messinese, facendo anche dei riferimenti all'ultimo lavoro di Franco Valenti "I Misteri del Gattopardo". E di Santa Margherita Belice ?. Nessuna traccia. Già nessuna traccia. In fondo neanche noi ci crediamo a questo Giuseppe, un autore di passaggio per i margheritesi. Da consegnare nelle mani di altri che sanno come far diventare la cultura un elemento di economia turistica. Il popolo margheritese, o meglio la sua classe culturale è quella che per partecipare ha bisogno di essere invitata, anziché correre spontaneamente alle nozze del fratello. Cultura a singhiozzo a tutti i livelli. Per tanti meglio 10 balli kosacchi che un evento costruito a misura sulla storia della città. Siamo un popolo che anche nella cultura agiamo con vendetta, con trasversalismo. Non partecipando, scegliendo e riconoscendo a persone estranee alla nostra città capacità organizzative. Parafrasando l'autore Franco Valenti, dal suo scritto: "….l'era attuale è (..) ancora… quella del più grande trionfo dei Sedara. Nel ..(..) paesino di provincia…. una vera torre di Babele, nella quale, l'affollamento degli sciacalli e iene, è tale che continuano a mordersi pure fra loro mentre sbranano il popolo". Questo, a sua volta, è sempre più male educato a nutrirsi del conformismo degli spettacoli fast-food, dove è più facile gustare solo con gli occhi e le orecchie anziché crescere assaporando pietanze finemente cucinate, dove il gusto passa si per gli occhi e le orecchie, ma soprattutto va sentito con il cuore ed il cervello.

Chissà se è un caso fortuito, che nel Consiglio di Amministrazione dell'Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che gestisce i finanziamenti del parco Letterario del Gattopardo non ci sia nessun margheritese. A rappresentarci, infatti, ci sono Gregorio Sparacino di Sambuca di Sicilia (nella qualità di direttore scientifico), Bend Parodi (di Capo D'Orlando) e Filippo Brancato (di Palma di Montechiaro).

Per fortuna Santa Margherita è abitata dai giovani. Non tutti, ma molti la pensano già in maniera diversa. Sanno rinunciare a parte del loro prezioso tempo per dare vita a progetti culturali in cui credono. Se non è così attendiamo su queste, aperte, pagine smentite.

il Belìce Settembre - ottobre 2000 Francesco Graffeo e Giuseppe Scuderi

Torna all'indice