Giornale di Sicilia
S. Margherita Belice, il vechio centro
diventa area protetta
Un decreto della Regione eleva a zona
di notevole interesse pubblico quasi tutto il vecchio centro abitato. Sarà ora possibile
utilizzare i fondi comunitari, per far diventare parco il nterritorio sventrato dal
terremoto.
S. Margherita B. - (fgr) - Dichiarato di notevole interesse pubblico il centro antico di S. Margherita di Belice, che è stato in parte danneggiato dal sisma del '68. Il decreto di vincolo, firmato dall'assessorato per i beni culturali ed ambientali per la pubblica istruzione, è stato pubblicato venerdì scorso sulla gazzetta regionale n. 51. Esso interessa l'area del parco delle Rimembranze, la piazza Matteotti fino alla Chiesa Madonna delle Grazie. Comprende anche la villa comunale, tutto il quartiere S. Vito e S. Calogero, e quindi costeggiando la strada provinciale n. 44 S. Margherita - Sambuca giunge fino all'incrocio tra la strada vicinale Isabella e la strada comunale Dannato. Dalla strada Tre fontane, il vincolo, arriva ad includere l'area del cimitero monumentale, escludendone l'ampliamento moderno. La proposta di vincolo partita dall'amministrazione comunale in carica nel maggio '98, recepisce in pieno il parere di sottoporre l'area a vincolo paesaggistico, formulata dalla commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Agrigento presieduta dalla dottoressa Graziella Fiorentini, dell'agosto '99. L'apposizione del vincolo, pertanto comporterà l'obbligo per i proprietari degli immobili ricadenti nella zona vincolata, di presentare alla competente Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali, per la preventiva autorizzazione, qualsiasi progetto di opere che possa modificare l'aspetto esteriore della zona stessa. Con questo vincolo, viene pertanto tutelato un sistema ambientale unico, che va dal tessuto viario presente nel colle su cui sorgeva l'antico abitato, al quartiere S. Vito del XVI secolo edificato da Antonio Corbera, ad una aria caratterizzata da una folta vegetazione, tra la quale spiccano degli imponenti pini e querce secolari, e da ampi resti di macchia mediterranea. Il vincolo si estende fino alla piazza Matteotti, in cui è posta la settecentesca palazzata che separava i quartieri S. Vito e S. Calogero dal complesso palazzo Cutò-chiesa Madre e dal parco che li circonda. Per il sindaco Giuseppe Perricone "il vincolo da noi sollecitato, ci consentirà la successiva richiesta di finanziamenti comunitari previsti in agenda 2000 per il recupero di questo sito pregevole". Ed aggiunge "sarebbe auspicabile la creazione di un parco urbano nel quale si potrebbe mantenere l'intero tessuto viario e le emergenze edilizie ancora recuperabili, attraverso una sistemazione a raso degli spazi già edificati, sgombri dalle macerie e liberati dalle parti non recuperabili e privi d'interesse ambientale." Perricone sottolinea con precisione che "percorrendo le strade del vecchio quartiere è ancora possibile cogliere le stratificazioni e i segni impressi al territorio e la memoria e i valori di una tradizione e di una cultura che rischiava di cancellarsi per sempre. I resti monumentali delle chiese che sorgevano lungo la via del Collegio, l'imponente ed austero palazzo Scaminaci lungo la medesima strada, i cosiddetti casalini, costruzioni di origine cinque-secentesca, i cortili con i loro selciati e i loro pozzi, le cordonate, gli archi attraverso i quali si accede ai cortili, la lunga palazzata che racchiude e delimita a sud il quartiere di S. Vito e lo separa dalla monumentale facciata del palazzo Cutò e dal suo magnifico parco, costituiscono momenti diversi della medesima realtà che si concretizzava nella vecchia S. Margherita. Monumenti di diverso valore e di diversa suggestione nei confronti di chi percorre questi luoghi, ma tutti egualmente testimoni della storia compiuta del nostro paese".
| Giornale di Sicilia - Cronaca Ag- | Martedì 1 4 novembre 2000 | Francesco Graffeo |