da Lucio Mastrogiovanni Tasca e Alessandro Tasca di Cutò
(stralcio della relazione di S.Scuderi sulla storia di S. Margherita pubblicato in questo sito)
Il 2 novembre 1867 la Principessa Giovanna Filangeri, sposò in Palermo Lucio Mastrogiovanni Tasca.
Da Lucio Mastrogiovanni Tasca e Giovanna Filangeri nacquero sette figli: Lucio, morto giovanissimo; Beatrice, Teresa, Nicoletta, Alessandro, Giulia e Maria.
Beatrice,
nel 1891, sposò a Palermo Giulio Tomasi Principe di Lampedusa, dai quali
nacque, nel 1896, Giuseppe Tomasi di Lampedusa che sarà l'autore dei
"Racconti" e del "Gattopardo". Nicoletta sposò il Cavaliere
Francesco Cianciafara e morì assieme al marito nel terremoto di Messina del 28
dicembre 1908.
Teresa sposò il Barone Piccolo di Capo d'Orlando.
Giulia, nata in Santa Margherita, sposò il Conte Romualdo
Trigona; visse a Roma dove fu dama di corte della Regina Elena. Venne uccisa, con
parecchie pugnalate al collo, nell'albergo del Rebecchino di Piazza Stazione in Roma, dal
proprio amante Barone Vincenzo Paternò.
Maria restò nubile e soggiornò parte a Santa Margherita parte a
Palermo.
Alessandro Tasca di Cutò,
nato nel 1874, sin da giovane si diede alla politica, militando nel Partito Socialista
Riformista. Nel 1892 finanziò "L'Isola" di Napoleone Colajanni e fondò il
giornale "Gibus". Nel 1895, per la sua attività politica venne arrestato.
Liberato nel 1896 riprese l'attività politica. Nel 1897 partecipò, in soccorso dei
greci, alla guerra greco-turca. Nel 1898 fondò, finanziò e diresse, sino al 1914, in
Palermo, il giornale "La battaglia". Nel 1899 venne eletto nelle elezioni
provinciali di Palermo. In un articolo del 2 ottobre 1899, pubblicato nel giornale
"La Battaglia", Alessandro Tasca accusò il Senatore Paternò di avere condotto
una amministrazione poco corretta in qualità di Sindaco del Comune di Palermo. Il
Paternò lo querelò e ci fu un procedimento giudiziario svoltosi in ben tredici
spettacolari udienze. Il processo si concluse nel marzo 1901 con la condanna del Tasca a
undici mesi e venti giorni di reclusione e a lire mille di multa e ai danni morali verso
la parte lesa determinati in lire centomila. Il 5 marzo 1902 il Tasca venne arrestato.
Rimase in carcere sino al 22 agosto 1902. La sua liberazione fu festeggiata dall'Unione
Operaia con un banchetto popolare nello Chalet delle Sirene e da un comitato di qualche
centinaio di alte personalità della politica, della finanza, della cultura, del
giornalismo che con un banchetto tenuto nel Salone delle Feste della Esposizione Agricola
volle rendere omaggio ad Alessandro Tasca, valoroso pubblicista che aveva assiduamente e
fervidamente combattuto per la rigenerazione morale del suo paese. In seguito
all'inchiesta condotta, le accuse, formulate dal Tasca contro il Senatore Paternò,
risultarono fondate e il Consiglio Comunale di Palermo venne sciolto. Troppo tardi però
perché il Tasca aveva scontato la pena inflitta con una ingiusta sentenza. L'attività
del Tasca, condotta con "La Battaglia", durò molto fervida per lunghi anni.
Mentre era ancora in carcere venne eletto Consigliere Comunale di Palermo. Nel 1904 fu
candidato dei Partiti popolari nel IV Collegio di Palermo e nel febbraio 1905 per
l'elezione a deputato, ma non fu eletto. Fu invece eletto deputato di Sciacca nelle
elezioni politiche del 25 marzo 1906. Nelle comunali di Palermo del 22 luglio 1906 venne
eletto consigliere comunale. Altra candidatura a deputato gli venne conferita nel 1909.
Venne eletto, ma poco dopo la sua elezione fu invalidata dalla Giunta per le Elezioni.
Nell'ottobre 1913 il Tasca venne eletto deputato del Partito Socialista a Palermo con un
risultato quasi plebiscitario: 3848 preferenze. Si narra inoltre che la prima automobile
in Santa Margherita sia stata portata da Alessandro Tasca.
Alessandro Tasca, temperamento generoso e impulsivo nello svolgimento della sua attività politica per il Partito Socialista Riformista, oltre a condurre un tenore di vita sfarzosa in Palermo, cominciò a spendere più di quanto gli consentissero le rendite della sua pur considerevole proprietà. Dalla madre, Principessa Giovanna, era stato costituito erede universale di tutta la proprietà, salvo le quote di diritto spettanti a quattro figlie: Beatrice, Nicoletta, Giulia e Maria e al marito superstite Conte Lucio Tasca. Essa consisteva: Palazzo in Corso Vittorio Emanuele a Palermo, i feudi Aquila, Carcara e Ficarazzi e il Palazzo Cutò con l'incantevole "Giardino" e "L'Orto Grande" in Santa Margherita, case a Sant'Antonio, a Sant'Erasmo, a Terranova, Casina a Bagheria, rendite in Santa Margherita, in Palermo, in Bagheria, Altarello, gabella d'acqua agli eredi Saitta, condominio nella Baronia di Tusa, censi in Altavilla, Lucca Sicula, Montelepre, beni in Monreale, in Ravanusa, Casino Cutò in Monreale, rendita Platamone, brillanti, mobili, e oggetti d'arte nei palazzi di Santa Margherita, Bagheria, Venaria, beni allora valutati lire 2.379.561.
Poiché Alessandro si era impelagato in molti debiti, contraendo diversi mutui, garantiti su quelle proprietà indivise, le sorelle chiesero la divisione dei beni posseduti in comunione. Sicché, con atto 3 agosto 1907, tra i comproprietari Tasca venne stipulato un compromesso per addivenire alla divisione della proprietà. A quell'atto intervenne Onofrio Rotolo, l'onestissimo amministratore di casa Tasca Tomasi di Santa Margherita Belice, la cui memoria sarò in seguito eternata nei "Luoghi della mia prima infanzia" e nel "Gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Alessandro Tasca il 22-12-1903 sposò Teresa Lakezewwoka Lakkrzenska ebbe due figli: Alessandro Tasca di Cutò e Gioia Tasca di Cutò
Il Principe Alessandro Tasca di Cutò, morì il 17 novembre 1943.
Il figlio Alessandro Tasca di Cutò sin da giovane emigrò in America dove contrasse un felice matrimonio e svolse attività negli Stati Uniti, in Italia, in Francia e Inghilterra occupandosi di cinema a fianco di importanti registi come Orson Welles e altri. Ebbe dal matrimonio la figlia principessa Ama. Dal matrimonio di Ama sono nate due figlie: di cui Flandina è stata presente alla manifestazione del 28 - agosto 1999 assieme alla madre a Santa margherita di Belìce.
Questa la lettera di Alessandro Tasca di Cutò fatta pervenire al Professore Scuderi in data 16-9-1999

Al centro della foto il novantenne Alessandro Tasca di Cutò, la figlia Ama e le due nipoti (Flandina a destra)
