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Si inaugura oggi il "Museo della memoria" per tenere vivo nel Belice il ricordo del sisma del 1968 di Giuseppe Recca A distanza di 39 anni dal terremoto che il 15 gennaio 1968 sconvolse la Valle del Belice a Santa Margherita di Belice apre i battenti il Museo della Memoria. Sabato 14 aprile alle 17,30 nella ex Chiesa Madre della cittadina belicina il sindaco, Giorgio Mangiaracina, taglierà il nastro di un Museo che, come lo ha definito l’ideatore e curatore del Museo, Tanino Bonifacio, “vuole essere un luogo per tenere viva la memoria del passato e di ciò che è avvenuto ma anche per meglio costruire il presente e il futuro”. Il Museo è stato realizzato, appunto, all’interno della ex Chiesa Madre di Santa Margherita appena restaurata, un tempo luogo di ritrovo e punto di incontro e di riferimento delle attività religiose e sociali del paese e poi rovinosamente distrutta dalle scosse sismiche. Al suo interno centinaia di fotografie guidano il visitatore alla scoperta della Valle del Belice e di nove paesi Gibellina, Montevago, Salaparuta, Poggioreale, Santa Margherita di Belìce, Santa Ninfa, Sambuca e Vita prima di quella sconvolgente notte del 15 gennaio 1968. Ma soprattutto il dopo. Scatti fotografici che immortalano volti di uomini, donne e bambini, di case distrutte, di paesi stravolti e in maniera particolare di macerie. E poi tutte le fasi dei primi soccorsi, gli aiuti, le baracche fino ad arrivare alla ricostruzione urbanistica ma anche alla Poggioreale, Santa Margherita di Belìce, Santa Ninfa, Sambuca e Vita prima di quella sconvolgente notte del 15 gennaio 1968. Ma soprattutto il dopo. Scatti fotografici che immortalano volti di uomini, donne e bambini, di case distrutte, di paesi stravolti e in maniera particolare di macerie. E poi tutte le fasi dei primi soccorsi, gli aiuti, le baracche fino ad arrivare alla ricostruzione urbanistica ma anche alla rinascita umana di tutta quella gente che si ritrovò principale protagonista di quel tragico evento. Il Museo è stato realizzato dall’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa con il finanziamento del Parco Culturale Terre Sicane. Il materiale fotografico dell’allestimento proviene in gran parte dall’archivio fotografico del grande fotografo Nicola Scafidi, il primo ad arrivare, dopo le prime scosse quella fredda notte di gennaio in quei paesi, e ad immortalare quanto di sconvolgente un evento naturale può provocare, ma sono conservati anche gli scatti di Riccardo Taiani e di tanti cittadini che hanno risposto all’appello dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa e hanno voluto mettere a disposizione i propri ricordi per poter permettere che il Museo si potesse realizzare nel miglior modo possibile. All’interno della Chiesa Madre, una raccolta di quotidiani e riviste dell’epoca, album di foto ed anche una sala multimediale in cui viene proiettato il video “Belice, 15 gennaio 1968”, un cortometraggio in cui attraverso immagini raccolte, fra gli altri, dagli archivi delle Teche Rai e della Discoteca di Stato, si racconta la Valle del Belice e i suoi paesi prima e dopo il 1968. In occasione della cerimonia di inaugurazione spazio anche per la commemorazione. Le tre sale che costituiscono il Museo verranno intitolate a Nicola Scafidi, Danilo Dolci e Salvatore Scuderi tre personalità che ognuno a suo modo sono state testimoni e protagonisti di quel tragico evento. Una targa inoltre verrà consegnata a Ivo Soncini, il vigile del fuoco che estrasse ancora viva dalle macerie Cudduredda, una bambina di appena 7 anni, che poi però morì al suo arrivo in ospedale. A consegnare la targa al vigile del fuoco sarà il fratello della bambina. La famiglia Gianbecchina donerà delle opere realizzate dal noto pittore e che hanno avuto come ispirazione il terremoto del Belìce e fra queste i bozzetti del drappo “Gridano le pietre di Gibellina” lo stesso che i sindaci della Valle del Belice portarono nella loro prima manifestazione di protesta contro la lentezza dell’erogazione dei finanziamenti provenienti dallo Stato per la ricostruzione. Tratto da: Agrigento Notizie
Foto F. Graffeo. Diritti riservati. |
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