
GIORNALE
DI SICILIA del
22 agosto in CRONACA DI AGRIGENTO:
S. Margherita:
Un pezzo di storia del 1861
Va in scena la “sommossa margheritese”
A
proporla l’associazione il Gattopardo
di
Francesco Graffeo
Santa
Margherita B.
Per il quarto anno consecutivo l’associazione turistica culturale
Pro Loco Gattopardo Belice, con la collaborazione del Comune, porta in
scena un pezzo di storia di Santa Margherita.
Dopo
aver dedicato le prime 3 edizioni a Tomasi di Lampedusa,
quest’anno la rappresentazione ripercorre gli avvenimenti
drammatici maturati in un periodo turbolento della storia italiana e
siciliana, segnato dal malcontento delle classi più bisognose,
successivo all’impresa garibaldina, ed accaduti, nella cittadina
belicina a seguito dell’assassinio del dottore Giuseppe
Montalbano.
Ad
essere drammatizzati i momenti tumultuosi della
“sommossa margheritese del 4 e 5 di marzo 1861”. I giovani
attori ripercorrendo le memorie e gli scritti dello storico Salvatore
Scuderi, presidente della Pro Loco, e del professore universitario
Giuseppe Montalbano, nipote del garibaldino ucciso, con la sapiente
elaborazione drammaturgia e regia di Cocò Gulotta, metteranno questa
sera in scena, quei tragici momenti.
Dice
lo storico Scuderi su quei fatti
“il garibaldino montevaghese Montalbano, rientrato a Santa
Margherita, cominciò a sostenere la rivendica dei feudi Calcara,
Ficarazzi ed Aquila lasciati da Nicolò I, affinché venissero tolti a
Giovanna Filangeri (nonna dello scrittore Tomasi di Lampedusa) e
assegnati al Comune. Ma gli affittuari di tali terreni, la sera del 3
marzo 1861, lo uccisero. L'indomani, 4 marzo, dopo l'accompagnamento
funebre, i sostenitori del Montalbano, capo del Partito Liberale
locale, ne vendicarono l'uccisione, e nascosti dietro una statua
assaltarono il municipio e il Circolo del Civili. Il 5 con l'esplodere
di una mina, i rivoltosi provocarono il crollo di un'ala del Palazzo
Municipale. Nell’arco delle 36 ore successive - prosegue Scuderi -
avvennero altri 8 omicidi ed altrettanti ferimenti. L’ordine fu
ristabilito solo dopo l’arresto di 10 indiziati, e con 21 condannati
quasi tutti appartenerti alle classi lavoratrici”.
Questi
i nomi dei giovani attori, guidati dalla regia di Cocò Gulotta:
Francesco Giordano, Giuseppe Milano, Fabrizio Saputo, Rino Maggio,
Ezio Vetrano, Valeria D’acquisto, Laura Scavuzzo, Donata Milano,
Rosaria Scarpinata, Domenico D’Antoni. Aiuto registi Gabriella
Matranga e
Laura Scavuzzo,
suoni e percussioni Gabriele Ajello.
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LA SICILIA
del
22 agosto in CRONACA DI AGRIGENTO:
:Viaggio
"Nella Terra del Gattopardo"
A Palazzo Filangeri il dramma della sommossa margheritese del 1861
di
Ivana Fauci
Questa
sera, alle 21.30, nel palazzo Filangeri di Cutò, a Santa Margherita
Belice, nell'ambito della manifestazione «Nella Terra del Gattopardo»,
verrà presentato il racconto di un dramma popolare della sommossa
margheritese del 4 e 5 marzo 1861.
E'
un racconto storico e popolare quello che verrà messo in scena questa
sera e che si avvale delle memorie e degli scritti di Giuseppe
Montalbano Junior e Salvatore Scuderi. La scintilla che fece scatenare
la famosa rivolta margheritese nei confronti del ceto agrario -
baronale - borbonico, fu l'assassinio del dottore Giuseppe Montalbano
nella cittadina belicina il 3 Marzo 1861. Un assassinio che ebbe
origine sia per la sua attività in favore dell'unità d'Italia, sia
per la sua attività in favore delle classi lavoratrici.
Dopo
aver dedicato le prime tre edizioni della manifestazione estiva «Nella
terra del Gattopardo» a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, al Gattopardo e
alla regina Maria Carolina, quèst'anno la Pro Loco Gattopardo Belice,
che ha organizzato la manifestazione con il patrocinio del Comune
della cittadina belicina e del Parco letterario Giuseppe Tomasi di
Lampedusa, ha deciso di cambiare nettamente registro, scegliendo una
delle pagine più drammatiche e toccanti della storia di Santa
Margherita.
I
fatti e i personaggi trattati sono ormai, lontani nel tempo, ma ancora
oggi fanno discutere, dibattere, e certamente coinvolgono la
sensibilità di tutti, non solo per la tragicità degli eventi e per
la delicatezza delle questioni che li determinarono, ma anche per il
numero delle vittime che ne ,scaturirono. Il personaggio Montalbano,
anche adesso al centro di un acceso dibattito che divide l'opinione
pubblica, è stato determinante per l'evoluzione politico-sociale del
Paese. E con lui, naturalmente anche il nipote Giuseppe Montalbano
junior, che dedicò tutta la sua esistenza alla difesa delle ragioni
del nonno.
Dunque,
l'appuntamento per chi vuole rivivere quei momenti storici e popolari
tratto alle memorie e dagli scritti di Salvotore Scuderi e di Giuseppe
Montalbano junior, è per questa sera, alle ore 21.30, nel, il terzo
cortile del palazzo Filangeri di Cutò. La regia è di Cocò Gulotta.
Aiuto regia, Laura Scavuzzo e Gabriella Matranga.. Suoni e percussioni
sono di Gabriele Ajello.
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