Nella terra del Gattopardo  anno IV
22 agosto 2002

Nella Terra del Gattopardo anno IV°
“4 e 5 marzo 1861”
RACCONTO DI UN DRAMMA POPOLARE

Memorie e scritti di
Giuseppe Montalbano jr
e Salvatore Scuderi

Fonti , elaborazione, regia e testo recitato

Elaborazione drammaturgica e regia:
 Cocò Gulotta

Aiuto regia:
Gabriella Matranga, Laura Scavuzzo

Suoni e percussioni:
 Gabriele Ajello


Giuseppe Montalbano jr. (il nipote): Francesco Giordano
Giuseppe Montalbano (voce) : Cocò Gulotta

1° contadino / Bartolomeo Di Giuseppe: Giuseppe Milano
2° contadino / Ventimiglia:Fabrizio Saputo
3° contadino / Pietro Giambalvo: Rino Maggio
4° contadino: Ezio Vetrano

Prima donna: Valeria D’acquisto
Seconda donna: Laura Scavuzzo
Terza donna: Donata Milano
Quarta donna: Rosaria Scarpinata

Giuseppe Montalbano (movimenti): Domenico D’Antoni


TESTO RECITATO

Musica.( GLI INDIFFERENTI )

Scene di guerriglia.

Gli attori si fermano ( quadro vivente ).

Entra in scena Montalbano.

 

Montalbano  Dicono che il popolo siciliano non sia, per vocazione, rivoluzionario.

Dicono che i Siciliani non abbiano passione per la politica, che non l’amino, che preferiscano crogiolarsi al loro bel sole, in un dolce far niente, piuttosto che affannarsi a correre dietro alle lusinghe di un sempre promesso cambiamento.

Tutto ciò non è vero ! E posso dimostrarvelo !

Non furono, forse, i Siciliani a dare il via nel 1848 alla serie delle rivoluzioni per l’indipendenza ?

Non furono, forse, le quindici gloriose giornate palermitane di quell’anno che indussero i Principi alla concessione delle Costituzioni ?

E non fu, ancora, la mia Sicilia, nel 1860, a porsi alla testa della rivoluzione unitaria ?      

La mia Sicilia è terra dove il bisogno di giustizia e di benessere è un bisogno primario … essenziale ! Ci mancherebbe altro !

La mia Sicilia è terra dove i contadini oppressi e strozzati dalla miseria e dalla fame non esitano ad armarsi per riconquistare con la forza ciò che gli è stato strappato con la prepotenza e l’inganno !

 

Nipote – Questo, signori, era Giuseppe Montalbano, mio nonno. Nato a Montevago il  31 dicembre del 1819 e ferocemente assassinato a Santa Margherita Belice il 3 Marzo del 1861 !

Era medico chirurgo, fervente mazziniano, e grande assertore della autonomia degli Enti Locali.

Egli si era dedicato alla politica fin da ragazzo. E fin da allora si era impegnato con tutta l’anima affinché si avverassero i suoi tre grandi sogni : la cacciata dei Borboni, l’Unità d’Italia e, come avrete capito, la liberazione dei contadini e dei braccianti agricoli dalle gravissime condizioni di miseria, in cui si trovavano.    

 

contadino Lù Dutturi Montalbano … lù Medico … io lu canuscìa lù Dutturi Montalbano !

2° contadino – Era un grand’uomo !  

Nipote – Un grand’uomo, senza dubbio ! Un uomo forte, valoroso e coerente !

Mio nonno seppe tener fede ai suoi principi ed alle sue idee fino in fondo ! Fino alla morte ! E seppe conquistarsi la fiducia di tanta povera gente, quella stessa povera gente che si armò per difendere la causa di Montalbano anche dopo la sua uccisione.

Montalbano – Ma come si può chiedere ad un uomo con un minimo di raziocinio di subire in silenzio ? Come gli si può chiedere di non reagire alle prepotenze, alle angherie di chi non ha altro interesse che il suo !?

No ! signori ! Bisognerà pure far qualcosa ! Io in questa terra mi sento infelice !

Nipote – Lo sentite ? E’ grazie a questa immensa volontà, grazie a questa intelligenza e sensibilità che mio nonno giovanissimo si armò e partì dal suo paese per raggiungere i rivoluzionari che a Palermo preparavano l’insurrezione.     

Musica. HANDEL (n°10)

Suoni ed Azioni sceniche : il 1848.

Così Montalbano prese parte alla rivolta palermitana del 1848 e, in seguito,  nel 1849 combattè col battaglione universitario contro le truppe borboniche venute in Sicilia al comando del Generale Filangeri per abbattere il governo rivoluzionario.

Suoni ed Azioni sceniche : l’arresto di Montalbano.

Fine musica.

Poi, dopo la restaurazione borbonica dell’aprile 1849, venne tratto in arresto e condannato al domicilio obbligato in un paese all’interno della Sicilia lontano non meno di 100 km da Montevago.

Rullante.

Nel 1852, finalmente, venne trasferito in Santa Margherita Belice, dove, dopo qualche anno, sposa mia nonna, Giovanna Staiano.

Musica. NINO ROTA

Entrano i Margheritesi.        

1° contadino – Lù Dutturi Montalbano … lù Medico … io lu canuscìa lù Dutturi Montalbano !

2° contadino – Era un bravo cristiano !  

3° contadino - Lù Dutturi Montalbano … ieu mi lo ricordu quanno vinni a stari a Santa Margherita !

4° contadino -  Puru ieu mi lo ricordu : mi lo ricordu megghio di tutti vuatri ! Mi lo ricordu quanno a nuatri picciotti ni vinni a circari pi ghiri a cummattiri cù Garibardo nnì li muntagni di Palermu !

1° contadino – C’era puru io m’Palermu ! E me frati Nino ! E me cucino ‘Gnazio … me cucino ci lassò li pinni m’Palermu !

Montalbano – Anch’io mi ricordo di voi ! Mi ricordo di quel 13 maggio del ’60 , quando organizzai la mia squadra di picciotti. Erano bravi ragazzi “Margheritesi” e “Montevaghesi”. Bravi ragazzi, forti, con lo sguardo fiero : tutti pronti a combattere, ad unirsi ai “mille” di Garibaldi contro le truppe borboniche per la conquista della Sicilia e del Napoletano. 

Fine Musica .

Nipote – Mio nonno, coi suoi picciotti, si era unito ai Mille nelle campagne di Salemi e con essi aveva partecipato a numerosi combattimenti dando prova costante di grande valore.

Suoni. Rullante.

Azioni sceniche : il 1860

Terza Donna – Poi la guerra finì.Garibaldi consegnò il Regno delle due Sicilie a Vittorio Emanuele e licenziò il suo esercito …

Quarta Donna - E così il Dottore Montalbano fece ritorno a Santa Margherita.

4° Contadino – E Montalbano coi suoi “picciotti” fu accolto in paese dalla folla festante e plaudente.

Musica.

Banda.

POPOLANI : Viva il dottor Montalbano, Viva ! Viva!

Montalbano - Grazie amici! Ritorno in paese coi miei fedeli “picciotti”, dopo aver seguito il prode generale Garibaldi ed aver condiviso con lui la tanto agognata vittoria !

Ritorno al mio amato paese colmo di soddisfazioni e carico di buoni propositi …

Nipote – Già ! I buoni propositi di mio nonno ! L’idea fissa di mio nonno : assicurare ai lavoratori, ai contadini, agli artigiani un tenore di vita che li togliesse dallo stato di miseria in cui si trovavano.

Di lì a poco egli fu eletto consigliere comunale e poi provinciale.

E divenne il capo del partito Liberale di Santa Margherita … capo di quel partito che era nato per difendere i diritti di un popolo obbligato dalle circostanze a vivere in uno stato di orribile miseria e di penosa indigenza.

Suoni ed Azioni sceniche : la Miseria

Percussioni.

Seconda donna - Chianci di fami e chanci di disìu

                              Lu bambineddu, lu bambineddu mio

                              Si unn’arrinesciu a fariti manciari

                              Megghio chi mori si lu voli Dio …

 

                              Chianci di fami e chianci di miseria

                              Lu bambineddu, lu bambineddu mio

                              Mori pì friddu e pì caristia

                              Mori di chiantu ed io moru cù ttia …

 

Percussioni, effetti

Nipote – Nel 1848, mio nonno ebbe occasione di conoscere Giuseppe Oddo, uno dei protagonisti della rivoluzione antiborbonica. E con questi, che in seguito era divenuto “colonnello garibaldino”, corrispose a lungo, poco tempo prima di venire assassinato.

Montalbano denunciava la presenza in Sicilia ( e soprattutto a Santa Margherita ) dei sostenitori della tirannica dominazione borbonica. Una presenza tollerata e persino appoggiata da Camillo Benso Conte di Cavour, allora Ministro degli Interni e Presidente del Consiglio.

In una lettera del 21 novembre 1860, mio nonno così scriveva all’Oddo…

Montalbano – Il Conte Cavour vuole “piemontizzarci” … Quante brutte smorfie non si vedono per le strade di Palermo ? Quante in questi Comuni ? E quel che è peggio  è che sono al potere ! E noi dobbiamo soffrire di vederli ! Già ! Noi tutti siamo in mezzo ai “topi” !

Nipote – “Topi” : erano detti così i nostalgici sostenitori della dominazione borbonica … quei signori che mio nonno tanto aveva odiato ! Quei signori che l’avrebbero ammazzato a sangue freddo a solo 42 anni !  

Musica.

MENAGE all’italiana.

Suoni ed Azioni sceniche : preludio alla morte di Montalbano

Seconda Donna – Qui a Santa Margherita c’è una “topaia” : un’accozzaglia di “topi” nel vero senso della parola ! Vari borbonici delle vicinanze vi si vennero a rifugiare, ed essi uniti ai borbonici locali, hanno formato un tutto imponente !

3° Contadino – Il Dottore Montalbano è uomo onestissimo e disinteressato !

E’ lui il vero capo naturale dei liberali !

Nipote – Mio nonno era amatissimo dal popolo per le sue imprese di rivoluzionario !

E lo avrebbero amato ancora di più da quando cominciò a parlare di diritti dei contadini e di un possibile miglioramento delle loro condizioni di vita !

Applausi.

Montalbano - Giuseppe Garibaldi con il decreto del 2 giugno 1860 all’art.1 stabilì che sopra le terre dei demani da dividersi, giusta legge, fra i cittadini del proprio comune, avrà una quota certa senza sorteggio chiunque si sia battuto per la patria.

Ebbene … in caso di morte del milite questo diritto apparterrà al suo erede.

Questo decreto purtroppo non è stato applicato dal Governo attuale anche perché il nostro comune non ha terreni demaniali.

Ma per venire incontro alle vostre necessità c’è un’altra possibilità : Don Nicolò Filangeri Principe di Cutò con testamenti del 1829 e del 1837 stabilì che alla sua morte i terreni dei tre feudi Aquila, Ficarazzi e Calcara di sua proprietà, per complessivi 1640 ettari, dovevano andare in usufrutto al proprio figlio Alessandro IV e in proprietà dei figli che lo stesso avrebbe avuto con la moglie Maddalena Barretta.

Nel caso che loro non avessero avuto figli quella proprietà doveva andare al comune di Santa Margherita per essere distribuita ai contadini.

Tutti – Bravo ! Bene ! giusto !

Montalbano - Ma quando morì il principe Alessandro IV, usufruttuario, tali beni furono assegnati a Giovanna Filangeri che lo stesso principe aveva avuto dalla propria amante Teresa Merli Clerici, la cantante che sposò dopo la morte della moglie.

Poiché la volontà del principe Nicolò I era quella di lasciarli ai figli che sarebbero nati da Alessandro IV e dalla prima legittima sposa Maddalena Barretta, l’assegnazione fatta a Giovanna Filangeri … non corrisponde alla volontà del testatore.

Terza Donna – Giusto !

1° Contadino – Bene !

2° Contadino – Quelle terre ci spettano di diritto !

Montalbano - Pertanto …  

Quarta Donna – Silenzio ! Fatelo parlare !

Montalbano - Pertanto … io mi propongo di muovere un’azione di rivendica di tali beni per espropriarli alla principessa Giovanna Filangeri e assegnarli al Comune per distribuirli ai contadini !

Tutti -  Bene ! Bene ! Viva il dottor Montalbano !

Nipote – Con quel discorso mio nonno aveva firmato la sua prossima condanna a morte.

E probabilmente di questo era perfettamente consapevole.

Musica.

MENAGE

Montalbano – In questa terra mi sento infelice ! E se il governo non sarà forte ad estirpare i topi, noi saremo sempre in agitazione. Io, intanto qui sono minacciato di vita e credo che risolverò di abbandonare questo domicilio.

La mia persona è odiata dai topi, i quali dicono che sono un rivoluzionario, che spargo sentimenti di libertà nel popolo ! Amare l’attuale governo qui è un delitto ! Dire la verità ed elogiare i fatti di Garibaldi è uno spargere principi di brigantaggio ! 

Nipote – Tutte quelle belle parole, quelle speranze e quelle promesse al popolo, non fecero che fomentare l’inimicizia e l’indignazione di alcuni personaggi a lui contrari per interessi personali e per antagonismo politico.

Pertanto questa combriccola, decise di assassinarlo. E gli esecutori di tanta infamia si dice che furono il Signor Pietro Giambalvo, il signor Bartolomeo De Giuseppe e un certo Ventimiglia

Pietro Giambalvo - Avete sentito quali bei discorsi va facendo il caro Dottor Montalbano ?

Ventimiglia – Già ! E’ inaccettabile che un uomo di estraneo Comune si metta a capo del popolo !

Bartolomeo Di Giuseppe - Assolutamente inaccettabile ! Bisognerà agire e presto ! Se il Dottorino riuscirà nel suo proposito le terre che abbiamo in affitto saranno espropriate ed andranno al Comune.

Ventimiglia - E se saranno divise ai contadini noi perderemo l’affitto !

Pietro Giambalvo - Occorre intervenire subito per far tacere per sempre quel rivoluzionario.

Bartolomeo Di Giuseppe – Certo ! Che cosa si è messo in testa quel brigante ?

Pietro Giambalvo – Quella testa calda … si appella a Garibaldi e al diritto .. ma cosa ne sa lui di diritto e di leggi ! Qui la legge siamo noi !

Ventimiglia – Giusto ! La smetterà una buona volta di fare comizi ed eccitare la gente ! 

Musica.

MENAGE all’italiana.

Montalbano – Fu così che mi uccisero … in un attimo : con tre vili fucilate !

Musica.

MILANO ODIA.

Gabriele - Mentre in Santa Margherita godevasi perfetta tranquillità la sera del 3 marzo 1861 verso le ore 2 della notte, da mano omicida cadde per tradimento ucciso il notissimo liberale Dr. Giuseppe Montalbano, nativo da Montevago, rifugiato in Santa Margherita da molti anni dopo aver sofferto per lungo tempo esili ed altre misure.

Suoni.

Percussioni.

Nipote - Una sera mentre mio nonno stava per rientrare a casa venne vigliaccamente ucciso colpito da tre colpi di fucile.

Suoni.

Percussioni.

Accorsero alcune persone e lo trasportarono, gravemente ferito, in casa di suo fratello, mio zio Antonino, dove morì qualche ora dopo.

MUSICA.

GLI INDIFFERENTI.

4° Contadino - Assassini ! Avete visto ? Ci hanno tolto il padre, il benefattore della Patria !

Prima Donna - Chi ci aiuterà adesso a sostenere la rivendica delle terre ?

Seconda Donna – Miseria ! Sarà ancora miseria !

Terza Donna – E i “cappeddi” ci calpesteranno senza pietà !

Quarta Donna – La fine ! E’ la nostra fine !

Nipote – La mattina del 4 marzo la salma fu accompagnata, per essere seppellita nel sotterraneo della Chiesa Madre, dal popolo in lacrime e da molti componenti “liberali”

della Guardia Nazionale.

Al ritorno dalla sepoltura, il corteo funebre passò davanti al Circolo dei Civili.

E fu qui che cominciò la provocazione.

I compagni di mio nonno, vedendo i “galantuomini” del circolo che giocavano e ridevano, capirono che era loro intenzione mortificarne la memoria e si sentirono, giustamente direi  , gravemente offesi.

Fu per questo che decisero di sparare diverse fucilate verso il circolo.

Suoni.

Seconda Donna - Fu ucciso Costantino Chetta ed altri furono feriti.

Quarta Donna – Fra i “galantuomini” c’era anche Michele Di Giovanna, che spaventato  andò a ricoverarsi in una bottega. Ma questi trovò la morte proprio nel suo rifugio per mano di Paolo e Leonardo Artale.

1° Contadino -  Da quel momento ebbe inizio la rivolta nota oggi come “La sommossa Margheritese del 4 e 5 Marzo 1861”.

Musica. ALLONSANFAN

Prima Donna - Come il mare in tempesta, la folla spumeggiante ondeggiava davanti al casino dei “galantuomini” , davanti al municipio, sugli scalini della chiesa : un mare di berrette bianche, le scuri e le falci che luccicavano .

E la folla urlava : A te barone che hai fatto nerbare la gente dai tuoi campieri !

A te prete del diavolo che ci hai succhiato l’anima !

A te ! Ricco crapulone che non puoi nemmeno scappare tanto sei grasso del sangue del povero !

A te, guardaboschi che hai venduto la tua carne e la carne del prossimo tuo per due tarì al giorno !

E il sangue fumava e ubriacava. Le falci, le mani, i cenci, i sassi : tutto rosso di sangue !

Tutti - Ai galantuomini ! Ai cappeddi ! Ammazza ! Ammazza ! Addosso ai cappeddi !

Fine Musica.

Nipote  - I civili, chiuse le porte del Circolo, fecero un buco nel muro e penetrarono nei locali del Municipio.

Montalbano - Sequestrarono alcuni componenti della guardia nazionale e con i loro fucili dalle finestre e da sopra i tetti rispondevano al fuoco dei rivoltosi, alcuni dei quali si riparavano per sparare contro il comune dietro lo zoccolo della statua dell’Autunno.

Nipote - Per tutto il giorno ci fu un continuo sparo contro la casa comunale mentre le campane della Chiesa Madre suonavano a stormo.

Montalbano - Giuseppe Triolo seguito da altri penetrò in casa di Giovan Battista Monteleone e gli estorse un fucile ed una giberna piena di cartucce.

Nipote - Vennero i Militi a cavallo e le Guardie Nazionali di Menfi, Sambuca e Montevago.

Montalbano - Il popolo li accolse a fucilate. Poi, gridando: Viva Garibaldi ! Viva l’Italia Unita ! Fraternizzò con loro.

Nipote - Gli spari continuarono anche nella notte.

Montalbano - L’indomani mattina 5 marzo la popolazione si riunì nelle vicinanze della Casa Comunale al suono della tromba.

Nipote - Si sparava in continuazione e si minacciava di salire sui tetti del Municipio  e di fare esplodere una mina.

Montalbano - Un colpo tirato da Giambalvo dal tetto della casa comunale colpì un fanciullo innocente.

Nipote - Francesco Neve  e sua madre Rosalia Bilello, mentre si recavano in casa di

parenti vennero feriti a fucilate. Sangue ! Sangue ! Ancora Sangue !

Montalbano - I Padri di S. Francesco, che intendevano portare il Divinissimo in processione per sedare il tumulto, vennero fermati da Vito Valenti che con un fucile li obbligò a rientrare in Chiesa.

Nipote – Gli uomini sequestrati al Municipio fecero sapere ai rivoltosi di volersi arrendere. Così si aprì il portone dell’edificio e ne uscirono Vincenzo e Calogero Giaccone, Francesco Giaccone, Pietro Traina e Giuseppe di Prima.

Montalbano – Giuseppe Di Prima , dopo aver fatto pochi passi venne ferito e subito finito a morte ! Sangue ! Ancora Sangue !

Nipote - A mezzogiorno del 5 marzo 1861 a Santa Margherita erano in azione le Guardie Nazionali di Montevago, Menfi e Sambuca. Il popolo allora era ancora inferocito.

Montalbano - Antonino Artale portò un barilotto di polvere per fabbricare una mina.  Giuseppe Luciano entrò in una stanza del Circolo dei Civili per sistemare la mina ed accendere la miccia.

Nipote – Alle 23 la mina scoppiò creando il crollo di parte dei vani del Circolo dei Civili e del Comune.

Montalbano – Non ci furono vittime ! Ma altro sangue fu sparso a fucilate !

Ora morirono Leonardo e Giuseppe Cattano !

Nipote - Liborio Ferraro, dopo l’esplosione della mina salì sulla casa comunale, per cercare superstiti,  e ne discese con due carabine.

Montalbano – E dall’alto delle macerie fece fuoco per fare sangue ! Ancora sangue ! E uccise Pietro Giambalvo … quello che chiamavano ”lu Puddritru” …uno dei miei assassini. 

Prima Donna - Chianciti donna Marta

            Chianciti a chiantu ruttu

            vistitivi di luttu che lu Puddritru è mortu e nun ritorna chiù.

 

Seconda Donna - Chianci la so’ mamma,

            lu visu ch’era finu,

            a sulu annintuvarlo lu beddu Costantino.

 

 

Nipote - Il 6 marzo arrivò la Guardia Nazionale di Sciacca e una forza armata di 400 uomini che cominciarono il disarmo e l’arresto dei presunti responsabili dei delitti.

Montalbano - Degli oltre 60 arrestati con sentenza della Corte di Assisi di Girgenti del 3 giugno 1864 ci furono 16 condanne alla pena dei lavori forzati a vita, due condanne ai lavori forzati per venti anni e 3 condanne ai lavori forzati per 15 anni.

Perciò tra i più di 60 arrestati ci furono una quarantina di innocenti.

Nipote - Molta gente per fuggire da un ambiente ormai saturo di odio e di rancore lasciò tristemente il paese.

Montalbano – Nel marzo del 1861 a Santa Margherita si contavano oltre 9000 abitanti. Nel 1862 se ne contavano poco più di 7000.

Musica.

GLI INDIFFERENTI

La gente se ne va …

Nipote – Giuseppe Oddo l’11 marzo del 1861 venne informato dell’assassinio di mio nonno e dei sanguinosi fatti che seguirono da una lettera che gli fu inviata da mio zio Antonino Montalbano. In tale lettera si legge quanto segue :

Amatissimo Signore,

Io, fratello del fu Dr. Giuseppe Montalbano, quantunque mi trovo stupito da un dolore e in stato di non potere scrivere, per secondare il di lei cuore le sommetto in due righe la disgrazia e, quel che più, la tremenda ingiustizia che si viene a soffrire da me, dai parenti e dalla Comune.

Alle dieci e mezza di notte il fu fratello si ritirava in sua casa.Cinque assassini appostati lì attendevano, e da più ne andavano in caccia, all’avvicinarsi alla casa di abitazione scaricavano tre colpi di fucile sopra l’anzidetto mio fratello che cadde in terra colpito mortalmente.L’agonizzante mio fratello fu portato nella mia propria casa e qui si ebbe l’agio di ungersi di sacramenti e in due ore e mezza se ne morì.

Sparsa la voce della disgrazia, il popolo cominciò a scasare tributando le loro lagrime alla vita estinta: e finalmente, accompagnato il cadavere da moltissimi della guardia nazionale liberali, dal Capitolo e da comunità religiosa, con il popolo che gridava piangendo appresso il cadavere dicendo “ci hanno tolto il padre ed il benefattore della patria” ebbe sepoltura in chiesa.

L’onore funebre incollerì maggiormente i topi radunati nella Camera di compagnia con l’esecutore dell’omicidio di mio fratello, e con parole offensive mortificarono quelli della guardia nazionale liberali che facevano ritorno dallo accompagnamento funebre.In questo alterco incominciarono le fucilate ; tutto il popolo si armò contro di loro che, racchiusi poi nella Casa Comunale, salendo sopra i tetti cominciarono a far fuoco contro il popolo il quale, dopo circa trentasei ore di fuoco, consegnò vittime alcuni degli assassini; altri si trovano in libertà.

 

Montalbano – Sono morto. Quella notte del 3 marzo 1861, mi hanno ucciso a sangue freddo. Ma non è questo che più mi dispiace. In fondo sono morto in battaglia e per una giusta causa !  Ciò che più mi rammarica è che quelle terre, poi, col tradimento dei “civili” o “galantuomini” siano andate perdute. Ciò che più mi amareggia è che per la volontà dei topi il Comune di Santa Margherita Belice abbia perso i feudi che gli erano stati lasciati da suo figlio Nicolò Filangieri ! Questo mi addolora …

1° Contadino – Ciò che più ci addolora è che Santa Margherita sia stata teatro di sangue e di odio !

Prima Donna – Ciò che più ci rattrista è che il nostro amato paese abbia ucciso i suoi stessi figli !

3° contadino – Nessuna causa è veramente giusta di fronte al sangue di quei nove morti !

Seconda Donna – Nessuna causa per quanto giusta sia potrà restituire alla vita Giuseppe Montalbano …

2° contadino – … Costantino Chetta …

Terza donna – … Michele Di Giovanna …

4° contadino – … Giuseppe Di Prima …

Quarta donna – … Francesco Neve …

1° contadino – … Giuseppe Cattano …

Terza donna – … Leonardo Cattano …

4° contadino – … Pietro Giambalvo …         

3° contadino – … il giovanissimo Antonino Randazzo …

Seconda donna - Quannu è guerra è guerra pi tutti

                         Nni cuntamu feriti e lutti

                        E cummogghianu li banneri

                       Lu travagghiu di li chiancheri

 

                      Ma ‘sti morti in tempu di paci

                     E ‘’sta genti ‘nchiuvata ‘ncruci

                    ‘sta città sulu focu e braci

                   ‘un si campa, ‘un si viri luci

 

1° contadino - E nni vennu di tutti ‘i lati

                        P’aggrizzarinni li jurnati

                       Cu discursi ‘mpustati e fini

                      Pi livarinni ‘sti catini

 

                     Chi primura hannu di scappari

                    A la fini di lu parrai

                    E li strati su campusantu

                   Ciuri, marmu, duluri e chiantu

 

                   Ma com’è c’on ghiccati vuci ?  

 

Prima donna       - Tempu nun è cchiù di opra ‘i pupi

                              Ca chini semu di serpenti e lupi

                              E gira ancora l’arma di Cainu

                             Nna la tunnara è vivu lu ‘mmistinu

 

                           L’hannu misu sempri di latu

                          Comu fussi munnizza e catu

                          Chista terra di cunnannati

                          C’onni vannu su signalati

 

Montalbano -  Tra mafiusi, latri e briganti

                        Nni cci mettinu a tutti quanti

                       Ma pi fari sordi e dinari

                      Cca ci vennu di celu e mari

 

                     Ma com’è c’on ghiccati vuci ?  

 

Tutti -   Ma com’è c’on ghiccati vuci ?   

 

Musica.

GLI INDIFFERENTI

La gente se ne va …

 


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