Sagra del ficodindia: rassegna stampa

 

GIORNALE DI SICILIA Martedì 23 ottobre - Cronaca di Agrigento - pag. 22
A S. Margherita Belice la terza sagra del “ficodindia”                       di Francesco Graffeo

S. MARGHERITA DI B. (fgr) "Sagra del ficodindia tra folklore e gastronomia" è il tema che accompagnerà le due giornate della terza edizione della festa che si svolgerà sabato 27 e domenica 28 ottobre nella cittadina del gattopardo che assieme a San Cono è la capitale di questo specifico frutto. La manifestazione di valorizzazione di questo prodotto tipico è stata curata dall'Assessorato Comunale all'Agricoltura, con la collaborazione della Sezione Operativa n. 77 di Menfi, la locale Pro Loco Gattopardo Belice e le associazioni di turismo Itinerante. Coinvolta anche la scolaresca locale chiamata a presentare una mostra di elaborati grafici su questo tipico frutto belicino. In programma anche diversi spettacoli folcloristici, visite guidate nelle aziende produttrici e agli stand espositivi per la degustazione. La sagra quest’anno offrirà alle decine di associazioni di camperisti che hanno assicurato la presenza, anche l’occasione di visitare le strutture del Parco letterario e di immergersi e rivivere i momenti vissuti dal Principe di Salina. Infatti oltre alle abbuffate di ficodindia, in programmazione, sabato vie è il ballo “Belli di campagna nella Terra del Gattopardo”, e la proiezione nel Teatro Sant’Alessandro di documentari su Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e la proiezione del film di Visconti “Il Gattopardo”. Domenica colazione Cutò e nel pomeriggio proiezione del documentario-spettacolo "Reminiscenze dolcissime dal sapore fiabesco" realizzato dalla Proloco sui temi legati alla trama Gattopardiana. Manifestazioni e spettacoli legati da un prodotto: il ficodindia o meglio l'Opuntia Ficus Indica, di origine messicana, coltivato in un ristretto territorio del comune di S. Margherita Belice e aree limitrofe dove la produzione vanta di tradizioni antichissime.

GIORNALE DI SICILIA Domenica 28 ottobre - Cronaca di Agrigento - pag. 40
Ficodindia: Business da un miliardo                      di Francesco Graffeo

S. MARGHERITA DI B. (fgr) Il ficodindia, per l’area del belice un business di circa mezzo miliardo l’anno, occupando una superficie territoriale di oltre 500 ettari suddivisa fra i comuni di Santa Margherita di Belice, Montevago e Menfi, con una produzione totale di poco inferiore a 30 mila quintali di frutto. Questi i numeri di tutto rispetto di un prodotto che apprezzato in misura sempre maggiore da parte del consumatore ma che per le difficoltà inerenti la commercializzazione spunta valori ridotti rispetto alle potenzialità dello stesso. La commercializzazione avviene in modo frammentato sui mercati regionali, nonostante la presenza a Santa Margherita Belice di una struttura cooperativa di commercializzazione che  pur tecnologicamente avanzata non riesce a decollare per carenze gestionali ed amministrative. Ma il discorso e diverso per alcune aziende private che invece collocano il prodotto sui mercati nazionali ed esteri arrivando anche in Canada, fra questi l’azienda Giambalvo, Barone, Morreale, Barbera e Abruzzo. Un prodotto raccolto nei mesi ottobre e novembre che riesce ad arrivare anche sulle mense sotto le festività natalizie, che coinvolge la stragrande maggioranza degli agricoltori, ma che per via della accentuata frammentazione delle aziende con ampiezze inferiori all’ettaro di superficie non riesce a organizzarne la commercializzazione. Tre sono le varietà coltivate nel territorio: la bianca detta “muscaredda”, la gialla “sulfarina” e la rossa “sanguigna”.  Il prodotto attenzionato dalla sezione operativa 77 di Menfi dell’assessorato regionale agricoltura e foreste  dice il funzionario Baldo Giarraputo  è stato promosso alla Borsa Internazionale del turismo di Milano (BIT) e presentato sui mercati nazionali ortofrutticoli.” Giarraputo sottolinea anche che “positive sono state le prove di forzatura sulla pianta mediante opportune applicazioni di tecniche agronomiche che ne hanno spinto la raccolta nei mesi di dicembre e gennaio spuntando così prezzi elevati”.  "Lo sviluppo e il riscatto economico finita la ricostruzione necessariamente deve passare attraverso la valorizzazione delle specificità locali - sostiene l'assessore all'agricoltura Leo Artale - e fra questi da segnalare la Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.) ficodindia, la vastedda e la costituzione del consorzio di tutela, la razza della pecora Belicina attraverso l'evoluzione del registro genealogico, e il vino con il lavoro già fatto attorno al riconoscimento della D.O.C ."

GIORNALE DI SICILIA Domenica 28 ottobre - Cronaca di Agrigento - pag. 40
Oggi si conclude la sagra. Degustazione gratuita negli stand        di Francesco Graffeo

S. MARGHERITA DI B. (fgr) Si conclude oggi la terza "Sagra del ficodindia tra folklore e gastronomia".  La manifestazione di valorizzazione di questo prodotto tipico è stata curata dall'Assessorato Comunale all'Agricoltura. Coinvolta la scolaresca locale che nella giornata di ieri  ha presentato una mostra di elaborati grafici su questo tipico frutto belicino ed una rappresentazione folcloristica con recita di poesie legate al ficodindia. Oggi in programma diversi spettacoli folcloristici e visite guidate agli stand espositivi per la degustazione. Folta la presenza di camperisti arrivati da tutta la Sicilia. Alle 10 di oggi colazione con ricotta nel terzo cortile Filangeri di Cutò e visita guidata alle strutture del Parco letterario. Una occasione unica per immergersi e rivivere i momenti vissuti dal Principe di Salina. Alle 12.30 degustazioni dei derivati del ficodindia. Alle 16,30 proiezione nel teatro Sant’Alessandro di documentari su Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e del documentario-spettacolo "Reminiscenze dolcissime dal sapore fiabesco" realizzato dalla Proloco sui temi legati alla trama Gattopardiana.

GIORNALE DI SICILIA Martedì 30 ottobre - Cronaca di Agrigento - pag. 22
Santa Margherita Belìce. Record di visitatori per la "sagra del ficodindia"     di Francesco Graffeo

S. MARGHERITA DI B. (fgr) Un successo superiore ad ogni aspettativa di presenze di turisti alla terza edizione della sagra sul ficodindia. Sono arrivati da tutta la Sicilia le associazioni del turismo itinerante che hanno colto al volo l’invito promosso dall’assessorato comunale all’agricoltura e della locale proloco. Intere famiglie a bordo di oltre 110 caravan  hanno sostato nella cittadina del Gattopardo, gustando il ficodindia e i prodotti da esso derivati, e nella mattinata di domenica assaltando letteralmente la distribuzione della ricotta, tra una visita alle strutture del Parco letterario su Giuseppe Tomasi di Lampedusa e alla villa Cutò. Per tutti parla Maurizio Karra, presidente del Club Plein Air Bds di Palermo che ha sottolineato “di aver partecipato ad una festa calibrata alle esigenze dei camperisti. Una calenderizzazione della sagra e l’allestimento di una apposita area di sosta costituirà le premesse per fare diventare Santa Margherita centro di arrivo di questo tipo di turismo in forte crescita”. Ma sull’economia derivante dal ficodindia da registrare una presa di posizione. Dissento dalle informazioni rese su queste pagine nei giorni scorsi in riferimento al business che gira attorno al ficodindia”. Ad affermarlo è l’agronomo Andrea Abruzzo, operatore del settore e l’artefice principale della cooperativa Gattopardo che si occupa della commercializzazione di questo prodotto, il quale sottolinea “Quest’anno nonostante una abbondante produzione, la lunga siccità estiva e le altissime temperature, hanno qualitativamente danneggiato il prodotto.  A ciò si aggiunge in merito alla  commercializzazione, la particolare situazione verificatasi a News York, il terrorismo biologico, che dimostra palesemente gli effetti della globalizzazione, che ha prodotto il blocco delle importazione con pesanti ripercussioni sulla già precaria economia agricola”. Abruzzo conclude “i 250 ettari di ficodindieto, di cui appena 50 in cultura specializzata, hanno una produzione complessiva annua di 3-5 mila quintali,  e quest’anno una redditività molto bassa con una buona parte della produzione invenduta”.

 

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