Nella terra del Gattopardo  anno III
3 - 4 - 5 agosto 2001

Pallina.gif (1653 byte)Domenica 5 ore 18,30 - 21,30

Nella Terra del Gattopardo: anno III
LA PERMANENZA DI MARIA CAROLINA “DONNA FUJUTA”
A SANTA MARGHERITA DI BELÌCE

Memorie e scritti di G.Tomasi di Lampedusa e S. Scuderi

 Regia: Cocò Gulotta
Aiuto regia: Laura Scavuzzo

Programma pomeridiano
Recite, musiche e corteo in costume d’epoca

Arrivo a S. Margherita della Regina Maria Carolina Foto e filmati 
(piazza Madonna di Trapani, via S. Francesco, piazza Libertà a piazza Matteotti)

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Programma serale: Terzo cortile del Palazzo Filangeri di Cutò
Rappresentazione teatrale attraverso:
...le vie della poesia... narrazione in versi... declamazioni di "cuntastorie"...
 
Foto e testo rappresentato.
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Arrivo e permanenza a Santa Margherita della Regina Maria Carolina, fuggita da Napoli occupata da Napoleone. Costretta dagli inglesi a ritirarsi a Vienna, e successivamente ospitata a Santa Margherita. Dai Margheritesi fu chiamata “fujuta”. Giuseppe Tomasi , nel “IL GATTOPARDO” chiamò “Donnafugata” il palazzo dove ella dimorò nel 1812-1813.

E così siamo giunti al terzo appuntamento con la rievocazione “Gattopardiana” di Santa Margherita, ovvero la terza occasione per la Città di riscoprire, grazie all’impegno della Pro-loco e dei tanti giovani attori coinvolti, un altro piccolo grande frammento di memoria smarrita.
E quest’anno abbiamo voluto scegliere le vie della poesia e della narrazione in versi, le declamazioni dei “cuntastorie”. Abbiamo voluto dare “voce” ai  poeti popolari e “gesto” ai commedianti dell’arte, forse a discapito della spettacolarità, ma sicuramente a vantaggio del coinvolgimento emotivo dei partecipanti e degli spettatori, per raccontare un  episodio storico molto caro ai Margheritesi: la permanenza nel 1812 – 1813 di  Maria Carolina a Santa Margherita di Belice.
Il recupero della memoria, attraverso la rappresentazione teatrale, è un’impresa sempre complessa e rischia spesso di cadere in una facile operazione filologica, specie se si tenta di ridurre la storia a mera citazione, senza passare per la poesia e per l’estro creativo. Ma per fortuna Santa Margherita è città piena di stimoli e suggestioni e soprattutto è patria di poeti e pensatori.
Perciò, l’intelligenza e la sensibilità del Prof. Salvatore Scuderi ci hanno fornito lo strumento “poetico” dal quale siamo partiti per raccontare con passione ed impegno la permanenza in Città di Maria Carolina. Inoltre l’immensità del genio di G. Tomasi di Lampedusa ci ha dato atmosfere, suggestioni e memorie, nonché l’ennesima occasione per raccontare la storia di Santa Margherita e del suo Palazzo, come egli volle chiamare  nel Gattopardo usando il nome dell’amata Regina: “Donnafugata”.

                                                                                         Cocò Gulotta

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