Torna alla pagina precedente      Torna alla Home page

 


"Reminiscenze dolcissime dal sapore fiabesco"

Rievocazione Storico-letteraria dagli scritti di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Scena Sesta

Periodo storico: intorno al 1860 circa
Episodio tratto dal Gattopardo

Il viaggio di Don Fabrizio

( narratore ) ( personaggi - dialoghi )

Personaggi : Don Fabrizio, Principe di Salina, Maria Stella, Principessa consorte e suoi figli, Tancredi.

Descrizione: Un video da noi realizzato nel territorio di Santa Margherita ripropone il viaggio che il Principe Don Fabrizio compie per raggiungere Donnafugata. Tale viaggio è del tutto identico a quello che affrontava Giuseppe Tomasi con sua madre Beatrice Tasca per raggiungere Santa Margherita. Ancora una volta la realtà coincide con il Romanzo.

 

Durante il percorso di quel lungo e faticoso viaggio, si andavano riconoscendo luoghi noti, mete aride di passeggiate passate e di spuntini durante gli anni scorsi; la forra della Dragonara, il bivio di Misilbesi; fra non molto si sarebbe giunti alla Madonna dell grazie che, da Donnafugata, era il termine delle più lunghe passeggiate a piedi. Il viaggio era durato tre giorni ed era stato orrendo. La prima notte a Marineo, in casa di un Notaio amico, ma la seconda in una locandaccia di Prizzi era stata penosa da passare, la terza a Bisacquino. Donnafugata era vicina ormai con il suo palazzo, con le sue acque zampillanti, con i ricordi dei suoi antenati santi, con l’impressione che essa dava di perennità dell’infanzia, anche la gente là era simpatica devota e semplice. Adesso si era quasi arrivati.

 

"Gli alberi ! Ci sono gli alberi !"

 

Il grido partito dalla prima delle carrozze percorse a ritroso la fila delle altre quattro. Gli alberi erano soltanto tre "eucaliptus", i più sbilenchi figli di madre natura; ma erano anche i primi che si avvistassero da quando alle sei del mattino la famiglia Salina aveva lasciato Bisacquino. Adesso erano le undici e si erano costeggiati disperati dirupi che saggine e ginestre non riuscivano a consolare. Mai un albero, mai una goccia d’acqua: sole e polverone. Quegli alberi assetati che si sbracciavano sul cielo sbiancato annunziavano che si era giunti a meno di due ore dal termine del viaggio, che si entrava nelle terre della casa Salina che si poteva far colazione e forse anche lavarsi la faccia con l’acqua verminosa di un pozzo.

Dieci minuti dopo si era giunti alla fattoria di Rampinzeri: un enorme fabbricato, abitato soltanto durante un mese dell’anno da braccianti, muli ed altro bestiame che vi si radunava per il raccolto.

 

Scena sesta - Il viaggio di don Fabrizio.

Tutti erano bianchi di polvere fin sulle ciglia, le labbra o le code, nuvolette bianche si alzavano attorno alle persone che giunte alla tappa si spolveravano l’un l’altra.

Scena sesta - Il viaggio di don Fabrizio.

I camerieri stendevano le tovaglie sulla paglia avanzata dalla trebbiatura,
nel rettangolino d’ombra proiettato dalla fattoria.

Scena sesta - Il viaggio di don Fabrizio.

Vicino al pozzo premuroso incominciò la colazione. Un’ora dopo tutti furono di nuovo in cammino rinfrancati.


Torna alla Home page      Torna inizio pagina       Torna alla pagina precedente       Scena seguente