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"Reminiscenze dolcissime dal sapore fiabesco"

Rievocazione Storico-letteraria dagli scritti di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Scena Seconda

Periodo storico: primi 1900
Citazione storica

Arrivo della principessa Beatrice Tasca e famiglia a Santa Margherita

( narratore ) ( personaggi - dialoghi )

 

Personaggi: Don Onofrio Rotolo, Donna Maria Rotolo, Francesco Lo Monaco (organista) Monsignor Crescimanno (arciprete) Don Calogero Giaccone (sindaco) Stefano Crescimanni (notaio), Otto campieri barbuti armati, Popolo, Beatrice Tasca (signora), Giulio Tomasi (marito), Giuseppe Tomasi (bambino), n° 2 Governanti, Camerieri.

Descrizione : La scena è analoga alla precedente, ma si svolge molti anni dopo. Essa rappresenta infatti la Principessa Beatrice Tasca (madre di Tomasi) che torna a Santa Margherita con il consorte (Giulio Tomasi) e con il figlio Giuseppe Tomasi di Lampedusa ancora bambino. E’ questo il periodo che lo Scrittore ricorda con maggiore intensità emotiva.

 

Gli anni passavano, e le generazioni della famiglia si succedevano, ma quel viaggio da Palermo verso le proprietà di Santa Margherita, la magia di quel cammino tanto caro alla memoria di Tomasi si ripeteva ogni anno.

Nei primi anni del 1900, erano la principessa Beatrice Tasca col marito Giulio Tomasi ed il figlioletto Giuseppe Tomasi di Lampedusa i protagonisti di quell’incantevole percorso che attraversava luoghi fatati e seducenti.

Si partiva da Palermo in treno e si giungeva a Castelvetrano da dove si proseguiva in carrozza. Superata Partanna ci si dirigeva verso Montevago.

Oltrepassato il fiume Belice, dopo alcuni chilometri, la principessa Beatrice diceva al figlio Giuseppe:

...Ecco il largo viale dei cipressi che porta al castello della Venaria.

Beatrice: "Sta attento ! Ora a sinistra vedrai la Venaria ! Vedi, Giuseppe, ora siamo sul ponte delle Dagale…siamo in proprietà Cutò ! Ecco il largo viale dei cipressi che porta al castello della Venaria. Siamo quasi a Montevago ! Siamo a casa ! ...

 

 

... Ecco la Madonna delle Grazie coi cipressi ! Ecco la villa Giambalvo, ...

 

..Ecco la Madonna delle grazie coi cipressi...

...la Madonna di Trapani!

...la Madonna di Trapani!...

...Ci siamo ! Ecco il ponte !"

...Ci siamo! Ecco il ponte!

 

Sul ponte era schierata la banda che attaccava a suonare con slancio.

Scena seconda - Arrivo della principessa Beatrice e famiglia a Santa Margherita.

 

Ad attenderli…come sempre Don Onofrio Rotolo e gli altri.

 

 

Beatrice: "Grazie ! Grazie Don Onofrio ! La vostra solerzia c’è tanto gradita !"

Don Onofrio: "E’ mio dovere , Eccellenza ! Ho fatto preparare un bagno per il Principino Giuseppe !"

 

 

Poco dopo, Giuseppe Tomasi veniva immerso in uno strano bagno ovale di rame, intavolato su quattro piedi di legno, dove era un un’acqua nella quale era disciolti dell’amido e della rusca racchiusa in un sacchetto dal quale usciva, quando bagnato, un’acquola lattea profumata.

Il bagno ovale.

 

La permanenza di Giuseppe Tomasi a Santa Margherita spesso si prolungava per mesi o addirittura per stagioni. Dalla fine del 1800 al 1914 Santa Margherita fu, con Palermo, la sede dove lo scrittore visse più assiduamente. Luogo di incanti, di fascino e di avventure qui, la sua mente giovanile raccolse le immagini e i ricordi più belli di tutta la sua vita.

I perenni e suggestivi ricordi di Santa Margherita ispirarono la stesura dei "Ricordi d’infanzia" e, naturalmente del suo grande capolavoro: il Gattopardo, dove Santa Margherita è ampiamente descritta con il nome di "Donnafugata".

Scena seconda - Arrivo della principessa Beatrice e famiglia a Santa Margherita.

In alcune lettere scritte da Tomasi ed indirizzate all’amico Guido Laiolo, a proposito del Gattopardo, così si legge:

Tomasi: Il protagonista è il Principe di Salina, tenue travestimento del Principe di Lampedusa…mio bisnonno. E gli amici che l’hanno letto dicono che il Principe di Salina assomiglia maledettamente a me ! Vi sono molti ricordi personali miei e la descrizione di alcuni ambienti è assolutamente autentica. Perché il protagonista sono, in fondo, io stesso e il personaggio chiamato Tancredi è il mio figlio adottivo.

Scena seconda - Arrivo della principessa Beatrice e famiglia a Santa Margherita.

Don Fabrizio esprime completamente le mie idee e Tancredi, suo nipote, è il ritratto di Giò in quanto all’aspetto e alle maniere ; per ciò che riguarda il morale, Giò, per fortuna è assai meglio di lui.

Scena seconda - Arrivo della principessa Beatrice e famiglia a Santa Margherita.

Ragazzi che giocano:

"E di quattru cincu e nesci

E di vinti trenta e quaranta

lu lazzu chi ti manca

E lu lustru di la cannila

E tò matri chi si pila

e iu passu e un ti dicu nenti

Pronti ! Culata !"

Scena seconda - Arrivo della principessa Beatrice e famiglia a Santa Margherita.

Racconti

Tomasi: "Ho riletto in questi giorni "Henry Brulard" di Sthendal. Vorrei cercare di fare lo stesso. Mi sembra addirittura un obbligo. Quando ci si trova sul declino della vita è imperativo cercar di raccogliere il più possibile delle sensazioni che hanno attraversato questo nostro organismo. Quello di tenere un diario o di scrivere a una certa età le proprie memorie dovrebbe essere un dovere "imposto dallo stato": il materiale che si sarebbe accumulato dopo tre o quattro generazioni avrebbe un valore inestimabile.

Ma non posso essere d’accordo con Sthendal sulla "qualità" del ricordo. Lui interpreta la sua infanzia come un tempo in cui subì tirannia e prepotenza. Per me l’infanzia è un paradiso perduto. Tutti erano buoni con me, ero il Re della casa. Parlerò degli ambienti della mia infanzia, delle persone che la circondarono, dei miei sentimenti. Posso promettere di non dire nulla che sia falso, ma non vorrò dire tutto. Riservo a me il diritto di mentire per omissione. A meno che non cambi idea.

 

Ragazzi che giocano:

"E di quattru cincu e nesci

E di vinti trenta e quaranta

lu lazzu chi ti manca

E lu lustru di la cannila

E tò matri chi si pila

e iu passu e un ti dicu nenti

Pronti ! Culata !"

Stemma col leone rampante dei Mastrogiovanni Tasca, affrescato nel "Salone dalle architetture dipinte" delapalazzo di Santa Margherita di Belìce.

 

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