Presentazione dell' Associazione Pro-Loco

"Gattopardo - Belìce".

"Per fertili campagne si giunge, km. 29,4 (da Castelvetrano) a Santa Margherita di Belìce m.464, ab. 7723-7811, fondata nel 1572 da Antonio Corbera là dove esisteva il castello (arabo) di Manzil-el-Sindi. Notevoli: la chiesa Madre (SS. Rosario), rifatta nel ‘700 e ornata di stucchi del Sesta e di dipinti del Meli; grande Palazzo dei Filangeri, principi di Cutò, con annesso parco e teatro, risalente al ‘600, ampliato nel ‘700 e descritto nel romanzo di Tomasi di Lampedusa "Il Gattopardo"; la bella villa Comunale, con café-haus di stile neoclassico; la specola, donde esteso panorama. Si scende lentamente, dapprima tra fitte coltivazioni di fichidindia poi in terreni seminativi, al quadrivio, km. 35,4 di Portella Misilbesi m.295. La strada a destra scende (km. 9) a Menfi, ... quella a sinistra va a Chiusa Sclafani, ... Di qui, km. 58,6, a Sciacca".

Tutto questo, (i cannoli di ricotta, la granita finemente lavorata, la cassata di gelato e non sappiamo quanto altro) era ciò che s’aspettava di trovare a Santa Margherita di Belìce il turista che leggeva, a pag. 242, la "Guida D’Italia del Touring Club Italiano - SICILIA", quinta edizione, Milano 1968. Ma quando andava in stampa il prezioso volumetto, già di Santa Margherita di Belìce non esistevano che macerie. Il terremoto del 15 gennaio 1968 aveva aggiunto pagine dolorose alla storia di questo Comune a cui peraltro, quelle poche stringatissime notizie che il turista frettoloso spesso tralasciava di leggere, non davano giusto merito.

Lo sconquasso fisico che ha comportato il sisma tuttora emerge forte, sia dall’ambiente urbano e territoriale che dalle attività della gente del paese, ma la speranza di far risorgere dalle proprie ceneri "L’Araba Fenice" non può certo svanire. A trentuno anni da quel trauma restano, ancora molto evidenti, le cicatrici delle ferite e le mutilazioni inferte dal destino e dall’uomo al patrimonio urbano, la cui ricostruzione fisica delle strade, delle case, degli edifici pubblici e di pubblica utilità ha avuto una svolta decisiva solo da poco tempo. Rimangono ancora molti interventi da eseguire, da parte delle Amministrazioni Locali, della Regione Siciliana e dello Stato, dalle cui competenze e scelte politiche dipendono.

E’ però profonda convinzione che alle legittime competenze degli Organi Istituzionali vadano affiancate, certo in forma complementare, se non integrativa, le competenze delle forze sociali e della coscienza civile, che possono concorrere con l’apporto di gente, che pur fuori dalla nomenclatura ufficiale, ha da offrire con le idee, preparazione, presenza e lavoro, il proprio contributo su materie e terreni diversi da quelli dalle più strette attività di gestione amministrativa della Cosa Pubblica, ampliandone così il raggio d’intervento.

E’ con questo spirito che persone apparentemente prive di interessi in comune, riunite con l’intento di far sorgere una Pro Loco, dopo uno scambio di opinioni sui bisogni più vari della collettività, scoprono di aver condiviso, nel tempo, con il proprio pensiero problematiche legate alla rinascita sociale, culturale e turistica del proprio Comune, tanto da spingerle a concretizzarne l’istituzione con la nascita di un’associazione.

L’Associazione Pro-Loco "Gattopardo-Belìce":

A quest’associazione, per renderla quanto più possibile rappresentativa viene dato il nome di Associazione Pro-Loco "Gattopardo-Belìce":

Il nome Associazione Pro-Loco "Gattopardo-Belìce" contiene quindi due parole che possono essere rappresentate fisicamente con i simboli corrispondenti:

  • Lo stemma di quel ramo del casato dei Tasca che era affrescato nel "salotto dalle architetture dipinte" del Palazzo Filangeri-Cutò di Santa Margherita di Belìce e che Giuseppe Tomasi idealizzò a simbolo per il suo romanzo, costituito da una corona principesca dorata e contornata da rubini che sormonta uno scudo in campo azzurro con un leone rampante rivolto verso un sole splendente e con lo scudo decorato, ai lati, da drappi dorati e foglie di alloro e che sarà lo stemma ufficiale della Pro-Loco;
  • Lo stemma che immancabilmente dovrà apparire, assieme al precedente, in tutte le iniziative e manifestazioni ufficiali e cioè quello del Comune di Santa Margherita di Belìce (con il patrocinio del quale si attueranno le attività), anch’esso costituito da una corona turrita e dorata che sormonta uno scudo in campo rosso, attraversato orizzontalmente da una fascia ondulata simbolo del Fiume Belìce, sopra la quale è posta una margherita. Questa per la Santa Vergine Margarita in onore della quale, nel 1108 Roberto Malcovenant normanno, fece edificare (in predio suo, in agrigentina parrocchia) una chiesa.
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Lo Statuto, come ogni statuto di associazioni con finalità analoghe è strumento normativo di regolamentazione interna e verso l’esterno, ma diviene anche un vero e proprio contenitore di potenziali iniziative astratte che attendono solo di essere rese tangibili quando queste vengono calate nella realtà locale ed attraverso la sensibilità delle coscienze, in sinergia con le Istituzioni, diventano progetti attuativi e veri e propri servizi per la collettività locale e forestiera.

Primo organo rappresentativo dell’Associazione Pro-Loco "Gattopardo-Belìce" è sicuramente il Consiglio di Amministrazione che attraverso le figure direttive e amministrative interne e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale costituisce il motore che ne avvia il funzionamento e l’organizzazione logistica. L’adesione all’Associazione del maggior numero di cittadini è poi l’auspicio per una più partecipata e consapevole attività collettiva, che accolga così ogni capacità presente nel territorio.

Una moderna concezione di un’Associazione Pro-Loco, quale strumento per l’organizzazione e l’attuazione di iniziative, non può certo prescindere dalla dotazione di una sede pur di ridotte dimensioni, ma strategicamente ubicata, che funzioni da "Ufficio Turistico" e che, con l’utilizzo anche di tecnologie informatiche, divenga veicolo di apertura verso il mondo esterno. Per le attività si auspica potere usufruire della disponibilità delle strutture esistenti ed in generale del territorio, sicuramente ricco ancora di preziosissimi elementi storici, architettonici, archeologici, ambientali, paesaggistici, economici ecc.

La funzione, o servizio che prioritariamente ci si aspetta da una Associazione Pro-Loco, è di essere punto di riferimento per gli "utenti", siano essi cittadini locali o turisti forestieri, per ciò che concerne l’attività d’informazione turistico-culturale riguardo le caratteristiche del territorio ed è da un’attenta interpretazione dei bisogni sociali della collettività ad ogni livello, sia interni che esterni, tenendo sempre in primo piano l’insegnamento insostituibile datoci dalla storia, che si possono trarre suggerimenti operativi.

Santa Margherita Febbraio1999

Il Presidente: Ins. Salvatore Scuderi

 

 

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