Giornale di Sicilia

Così le parole si trasformano in realtà. Nasce il parco dedicato al Gattopardo

Immagini. Alcune copertine di edizioni straniere del "Gattopardo"

PALERMO. (anfi) Non c'era, ovviamente, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, eppure era come se fosse lì, ieri sera a Villa Niscemi, all'inaugurazione del Parco Letterario a lui dedicato. Forse per il documentario proiettato, un "viaggio" attraverso i tre comuni interessati: Palermo, dove lo scrittore nacque e dove scrisse "Il Gattopardo", Palma di Montechiaro, feudo di famiglia, e Santa Margherita Belice, dove trascorse infanzia e fanciullezza. Presenti Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore, Stanislao Nievo, ideatore dei Parchi letterari, i sindaci di Palma e Santa Margherita, Rosario Gallo e Giuseppe Perricone, Bice Agnello dell'associazione "Futura Antica". Per il Comune l'assessore alla Cultura, Giusto Catania.Attraverso le pagine della sua opera più famosa, Tomasi ci ha fatto vivere un momento storico di transizione, quello in cui Garibaldi stava "facendo" l'Italia: nelle strade i ribelli davano la caccia ai borboni oppressori, nei sontuosi palazzi l'aristocrazia, più o meno consapevole di quanto ormai fosse vicino l'inizio della fine, non rinunciava al ballo. Come quello che Tomasi e Visconti, con le parole il primo, con le immagini il secondo, hanno reso immortale. Sono la vita e il lavoro di Tomasi che il Parco appena creato vuole salvaguardare, in maniera dinamica però, impostando un nuovo rapporto tra conservazione e fruizione. Il parco letterario è un progetto - finanziato dall'Unione Europea e promosso dall Fondazione Nievo, dalla Società per l'Imprenditoria giovanile e dal Touring Club Italiano - per la creazione di luoghi legati a un autore e alla sua opera letteraria, con il fine di incoraggiare il turismo culturale e l'economia del territorio che lo ospita, grazie anche a una serie di microimprese ("Futura Antica", "Dial" e "L'Atelier") che operano in sinergia con gli enti pubblici. Riserve protette dove, mettendo in moto la fantasia, le pagine di un romanzo, immutabili e a volte stantie, si animano, ci parlano, ci raccontano, ci introducono in un mondo segreto. Spiega Stanislao Nievo, presidente della Fondazione Ippolito Nievo, marchio presente su tutti i 26 parchi letterari italiani: "Quello di Tomasi è un Parco che vive su tre tappe, mi auguro che i comuni coinvolti trovino una formula per mandare avanti il progetto, coinvolgendo quei giovani locali. Far tornare attuale un libro del passato, con i suoi sentimenti, le sue emozioni, è un'operazione affascinante: in Sicilia, oltre alle bellezze naturali e artistiche, oltre a Federico II, c'è la letteratura, un bene vivo che adopera il linguaggio, si serve del pensiero. Tomasi è un bell'autore, pessimista e scettico, che a metà del '900 s'interrogava sul significato della vita: il suo messaggio non deve andar perduto". Il Parco nel dettaglio. A Palermo, tra i vicoli della città vecchia, sfilano case, strade, chiese e palazzi che facevano parte del mondo di Tomasi o citati nel suo capolavoro. Si può spaziare fino alle residenze di villeggiatura mentre la sede - completa di centro visitatori, di un caffè letterario e di un bookshop, con oggetti di artigianato ispirati allo scrittore - si trova in un palazzo, appena restaurato dal comune, a ridosso di piazza Marina, da dove partono i "viaggi sentimentali", quei tour in cui i visitatori vengono guidati da cantastorie tra luoghi della memoria. A Palma l'itinerario si snoda attraverso il minuscolo centro storico, il cui tracciato secentesco è ancora leggibile; tappe principali della visita sono il Palazzo Ducale, la Chiesa Madre, la Casa degli Scolopi, il Monastero delle Benedettine: qui la piccola ruota in legno che un tempo serviva "per fare entrare e uscire i messaggi", oggi, in tempi meno romantici, serve a far passare i dolci squisiti preparati dalle suore di clausura. Santa Margherita Belice per Tomasi è legata al ricordo della madre, Beatrice Tasca Filangeri di Cutò: qui nel Palazzo, "nella Piazza ombreggiata", sede centrale del Parco (dove domenica prossima si terrà l'inaugurazione ufficiale), si trova la biblioteca con le varie edizioni del "Gattopardo" e le traduzioni in lingua straniera. Direttore scientifico di questo neonato Parco non poteva che essere Gioacchino Lanza Tomasi, fino a qualche mese fa a capo dell'Istituto Italiano di Cultura di New York.Allora, professore, un parco per difendere il ricordo dalla dimenticanza? "Certamente sì, qui ci troviamo di fronte a uno dei pochi casi in cui il romanzo è più famoso dei luoghi. I luoghi possono giovarsi del romanzo, ma serve un'accurata progettualità che dovrebbe durare nel tempo. In Italia abbiamo un turismo selezionato, elitario e non di massa, ed è proprio questa la fortuna di Toscana, Veneto, Umbria, Marche, insieme al fatto che in queste regioni ci sono state grandi vendite immobiliari e ora c'è un turismo residenziale, come da noi è accaduto solo nelle isole minori, le Eolie e Pantelleria". Progetti in cantiere?"Quando mi è stato affidato questo incarico, il progetto era già stato redatto, e le somme ripartite tra i tre comuni. Condivido l'intervento della Regione che ha acquistato, a Palma, il Palazzo Ducale, lo ha restaurato. Per Palermo il discorso è più complesso, non dobbiamo dimenticare che ci troviamo in una zona dissestata: al ritorno dagli Usa ho trovato parecchi cantieri avviati ma manca ancora un tessuto contiguo, mentre esiste un fortissimo abbandono di quest'area". I luoghi più cari..."Quelli palermitani sono concentrati attorno alla zona dove Tomasi visse, in via Lampedusa, e a villa Cutò a Bagheria. Il palazzo di Palermo è un rudere e quello di Santa Margherita è ricostruito integralmente, salvo parte della facciata e del giardino. E poi c'è Palma, da lui amata, ma oggi assai diversa da allora". Perchè‚ dopo i gattopardi sono davvero arrivati gli sciacalli...

Giornale di Sicilia Venerdì 27 ottobre 2000 Antonella Filippi

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